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giovedì 15 dicembre 2011

Carlo Onofrio Gori. Risorgimento e... dintorni. Quattro cospiratori pistoiesi nella Russia zarista: Luigi Cappelli, Sebastiano Ciampi, Ercole Gigli, Nicola Monti. 2011 - 150th Anniversary of the Unification of Italy

Tra Russia, Polonia e Lituania, le cospirazioni di quattro pistoiesi dell’Ottocento
Seguendo gli itinerari di alcuni toscani dell’Ottocento, sorge spontanea la domanda sul perchè, nei primi anni della Restaurazione, avvenuta, com’é noto, in seguito al Congresso di Vienna del 1815, non pochi intellettuali e patrioti, emigrassero nei paesi dell’Impero Zarista, che storicamente non ha mai goduto di eccessiva considerazione come “patria delle libertà”.  “Questa scelta - ci dice il prof. Renato Risaliti, noto slavista dell’Università di Firenze - non fu casuale perché in quel periodo il sovrano russo Alessandro I giocò la carta della politica anti-austriaca e pseudo liberale in opposizione all'Austria di Metternich”. Ma ben presto, col nuovo zar Nicola I, fratello del precedente, insediato il 14 dicembre 1825, giorno della fallita rivolta decabrista, l’autocrazia zarista getterà la maschera e la Russia diverrà “il gendarme d'Europa”. Fino agli attuali studi di Risaliti, effettuati sui fondi della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia e negli archivi russi, quasi nessuno sapeva che ben quattro pistoiesi, Ercole Gigli, Nicola Monti, Sebastiano Ciampi e Luigi Cappelli, emigrati negli anni della Restaurazione nell’impero zarista, ebbero contatti di varia misura ed entità con alcuni dei congiurati che stavano preparando il moto insurrezionale decabrista. La lunga ricerca, che prossimamente il Professore pubblicherà in volume, prende in esame i primi anni  dell'Ottocento quando in Russia andava organizzandosi il movimento antizarista e nella Penisola italiana si delineavano il potere della massoneria e gli aneliti indipendentisti delle vendite carbonare. Su questo sfondo Risaliti analizza e svela, attraverso gli intriganti contatti di questi intellettuali pistoiesi con alcune autorevoli personalità dell' impero russo,  il sotterraneo intreccio  fra massoneria, carboneria e decabrismo. Ma chi erano i quattro emigrati pistoiesi?
Di Ercole Gigli (?-1824) non si sa molto, ma proprio per questo ci sembra la figura più interessante dal punto di vista cospirativo. Medico all’Ospedale di Pistoia, docente all’Università di Pisa, fu autore non solo di studi specialistici, ma anche, fra gli anni ‘80 e ‘90, di alcune rime pubblicate in città assieme a quelle di Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, ed altri. Gigli fa parte di quell’entourage liberale che inizialmente accoglierà con favore l’arrivo delle truppe francesi, ma che poi rimarrà profondamente deluso dal periodo napoleonico. Nel 1815, in piena Restaurazione, un rapporto del commissario Cercignani, lo segnala come carbonaro assieme a Monti, Sozzifanti ed a tanti altri. Poco dopo quella data nelle cronache pistoiesi non si trovano più tracce del medico, ma da studi effettuati da storici russi sappiamo che in quegli archivi è segnalata, proprio negli anni immediatamente successivi, la presenza nell'Impero di un “Mariano Gigli” di cui la polizia zarista non specifica né età, né provenienza. Probabilmente il Gigli si recò a Pietroburgo con  il pittore Nicola Monti, suo amico di gioventù e sodale di fede carbonara e dovette cambiare il proprio nome in Mariano proseguendo, con questa nuova identità, quella sua attività di propaganda rivoluzionaria così ampiamente attestata dalle fonti russe. In Russia visse spostandosi molto e svolgendo attività di insegnante e di istitutore, entrò nella loggia Chierut (Libertà) finché nel 1824 morì di febbri. Non a caso nel 1926 lo zar Nicola I ricordò al diplomatico piemontese De Salle che un italiano, morto due anni prima, era stato seriamente implicato nella preparazione del moto decabrista. Tutto ciò fa presumere che Ercole e Mariano Gigli fossero la stessa persona, ma ovviamente – ci dice Risaliti – non c'è la certezza matematica: occorrerebbe trovare conferma in qualche nuovo documento d'archivio, cosa molto difficile, visto che i cospiratori non lasciano in giro molte tracce e che si tratta di fatti risalenti a quasi duecento anni fa.
Del pittore Nicola (o Niccola) Monti (1770-1864) sappiamo ben più: allievo di Luigi Sabatelli e poi di Pietro Benvenuti all'Accademia fiorentina di Belle Arti fu, tra l'altro, autore delle decorazioni di un soffitto di Palazzo Pitti e di affreschi nella cattedrale di Pistoia. Nel 1818 si recò in Polonia, invitato da Paolo Cieszkovski per decorarvi il suo palazzo e una chiesa, e viaggiò in Russia, a Mosca e San Pietroburgo. Coltivò con successo la litografia ed è anche noto per i suoi numerosi articoli e trattati in materia d'arte e per le pagine autobiografiche del volume Poliantea (1829) e delle Memorie inutili (1860). Del Monti, le cui modeste doti pittoriche – come nota Risaliti – non bastano a giustificare le importanti commissioni ricevute dai notabili zaristi, emerge il ruolo di doppio agente: da un lato di fiduciario del governo russo in virtù dei servigi prestati in funzione anti austriaca, dall'altro di incaricato dei contatti con le organizzazioni decabriste russe per i meriti acquisiti in patria come dirigente dei carbonari di Bologna.
Nota invece, e ben oltre l' ambito pistoiese, la figura del sacerdote Sebastiano Ciampi (1769-1847) studioso che, come rileva il Prof. Giancarlo Savino, riuscì a guadagnarsi frai contemporanei “una robusta fama”, ma una stima “molto alterna.”  Filosofo, archeologo, grecista e storico particolarmente apprezzato per i suoi studi sul medioevo italiano, insegnò dialettica e lingua greca all'Università di Pisa. Ben presto cominciò però a tirare una una brutta aria per il  pistoiese: le invidie ed i dispetti dei colleghi per la sua solida preparazione si sommarono a qualche anonima mano che tracciò sul muro della sua casa pisana le oltraggiose scritte di “prete infame” e “prete puttaniere”, effetti degli echi che aveva suscitato la sua peccaminosa passione per la giovane perpetua Rosa Benedetti con la quale viveva more-uxorio. L'abate accettò quindi di buon grado nel 1817 la cattedra di filologia e di storia comparata delle lettere e delle belle arti della appena istituita Università di Varsavia, capitale del neonato Regno di Polonia, stato vassallo dello zar , dove rimase, con la sua “Rosina”, fino al 1822. Successivamente rientrò in Italia come inviato dell’Ateneo polacco, tornando nel Paese baltico solo per un breve periodo, nel 1830. Gli ultimi anni di Ciampi furono tormentati da violente crisi di follia  a cui seguì la morte, avvenuta in Firenze il 14 novembre 1847. Lasciò tutti i suoi manoscritti alla Biblioteca Forteguerriana dove sono conservate anche le sue numerose opere di erudizione storica e letteraria e quelle, per molti versi preziose, sulle relazioni culturali con la Polonia e con la Russia.  Gli studi di Risaliti confermano che Ciampi non fu direttamente implicato in complotti, tuttavia egli divenne un punto di riferimento per tutti gli italiani che si recavano nell'impero zarista, come ad esempio il noto conte fiorentino Luigi Serristori, ed in questo suo ruolo fu, giocoforza, amico di alcuni cospiratori, come il sopra ricordato Nicola Monti, che nel 1819 Ciampi provvide ad introdurre negli ambienti “che contano”.
Inoltre dai carteggi conservati nell'archivio dell'abate emergono inedite e preziose informazioni sulla vita privata e politica di un altro pistoiese, Luigi Cappelli (1775-77 c.a.-1839), che fu dal 1803 al 1837 professore di diritto civile e canonico nell'Università di Vilna, in Lituania e che tenne per lunghi anni corrispondenza epistolare con l'illustre concittadino. Risultano di particolare interesse i rapporti del Cappelli con Johachim Lelewel, membro della società segreta dei Filareti, divenuto anch'esso professore all'Università di Vilna, proprio grazie ai buoni auspici del Cappelli. Lelewel, conosciuto anche dal Monti, dopo aver fatto parte del governo provvisorio lituano seguito all'insurrezione antirussa del 1830, fuggì a Parigi, dove tenne stretti rapporti con il russo Gercen e con Giuseppe Mazzini. Dall’attività epistolare del Cappelli, di indubbio interesse, apprendiamo tra l’altro che il pistoiese, dopo una lunghissima permanenza in Lituania, riuscì a rivedere la sua città solo al termine della vita: poco dopo, nel 1838,  morirà a Firenze. 
Gigli, Monti e, soprattutto, Ciampi e Cappelli, al di là della portata del rispettivo coinvolgimento cospirativo nelle vicende italiane e russe, furono tuttavia,  secondo Risaliti, “energie preziose e di grande potenzialità che Pistoia e l'Italia tutta non seppero valorizzare”, per questo dovettero prestare le loro conoscenze a paesi e popoli stranieri,  “ultimi italiani cosmopoliti che resero grande e famoso il nostro paese all'estero”.
                                                                        
                                                                       Carlo Onofrio Gori




Articolo comparso su: "Microstoria", n. 45 (gen.-feb. 2006).






Questo articolo è riproducibile parzialmente o totalmente previo consenso o citazione esplicita dell'Autore.
















Между Россией, Польшей и Литвой, заговоры из четырех девятнадцатого века Пистойя
После маршруты некоторых из века Тоскана девятнадцатого, возникает вопрос, почему в первые годы Реставрации, которая произошла, как известно, после Венского конгресса в 1815 году, многие интеллигенты и патриоты, мигрировали в страны " Царская империя, которая исторически никогда не пользовалась слишком много внимания, как "Родина свободы». "Это решение, - говорит проф. Ренато Risaliti, известный славист университета Флоренции - не случайно, потому что в то время русского государя Александра I сыграл карты анти-австрийских политических и псевдо-либеральной оппозиции в Австрии Меттерниха ». Но вскоре, с новым царем Николаем I, брат бывшего, учреждено 14 декабря 1825 года, в день несостоявшегося восстания декабристов, царское самодержавие выбросить маску и Россия станет "жандарма Европы". Залез обратно до современных исследований, проведенных на средства библиотеки Forteguerriana Пистойя и на русском архивов, почти никто не знал, что четыре Pistoia, Hercules Gigli, Никола Монти, Себастьяно Чампи и Луи Капелли, который эмигрировал в годы Реставрации в царской империи, были контакты различных размеров и масштабов с некоторыми из заговорщиков, которые готовили восстание декабристов. Долгие поиски, которые вскоре опубликует профессор в объеме рассматриваются в начале девятнадцатого века, когда в России организации движения antizarista и итальянского полуострова стояли против власти масонства и желания независимости продаж карбонариев. На этом фоне Risaliti анализирует и показывает, через контакты этих интригующих интеллектуальной Pistoia с некоторыми влиятельными личностями "русской империи, подземные переплетение масонства, карбонариев и decabrismo. Но кто были четыре эмигрантов Pistoia? Лилии Геракла (? -1824) Не знаю, но это, кажется, самая интересная фигура в плане заговора. Медицинская больница Pistoia, профессор Пизанского университета, был автором не только специальных исследований, но и между 80-х и 90-х годов, некоторые рифмы, опубликованной в город вместе с теми, Pagnini, Matteini, Пуччини, Чампи и другие. Gigli является частью quell'entourage либерала, который первоначально будет приветствовать приход французских войск, но потом по-прежнему глубоко разочарован период Наполеоновских. В 1815 году, в середине реставрации, доклад Уполномоченного Черчиньяни, наряду с флагом, как Карбонаро Монти, Sozzifanti и многие другие. Вскоре после этой даты в летописи Pistoia больше не являются следами врача, но и от исследований, проведенных русские историки знают, что в этих файлах казывается, в первые годы после, наличие империя "Мариано Джильи", чьи Царская полиция не уточняет, возраста и происхождения. Наверное Gigli отправился в Санкт-Петербург с художником Никола Монти, его друг детства и спутником веры карбонара и должен был изменить свое название на Мариано Продолжая эту новую идентичность, что его революционная пропаганда так убедительно свидетельствуют русские источники. В России он жил очень трогательно и делает работу в качестве учителя и наставника, вошел в домик Chierut (Свобода) в 1824 году, пока он не умер от лихорадки. Не случайно, что в 1926 году царь Николай I напомнил дипломатических Пьемонт De Salle, что итальянский, который умер два года назад, был серьезно вовлечен в подготовку декабристского движения. Все приводит нас к мысли, что Геракл и Мариано Лилии и тот же человек, но, конечно, - рассказывает нам Risaliti - нет математической точностью: должны быть подтверждены в некоторых новых архивных документов, что очень трудно, так как заговорщики не оставил вокруг много следов и что он сделал назад почти двести лет назад.Художник Николай (или Николай) Монти (1770-1864), мы знаем гораздо больше: студент Луиджи Sabatelli, а затем Петр Добро пожаловать в флорентийской Академии изящных искусств был, между прочим, автор оформления потолка в Палаццо Питти и фресок в соборе Пистойя. В 1818 году он отправился в Польшу по приглашению Павла Cieszkovski decorarvi для его дворец и церковь, и путешествовал по России, Москве и Санкт-Петербурге. Культивируется успешно литографии, а также известен за его многочисленные статьи и трактаты по искусству и автобиографические объем Poliantea (1829) и мемуары ненужных (1860). Дель Монти, чья скромная живописных качествах - как отметил Risaliti - не достаточно, чтобы оправдать важных комиссий, полученных от царской знати, есть роль двойного агента: одно доверенное лицо правительства России в силу услуг, оказываемых в борьбе австрийская отвечающий за контакты с другими организациями decabriste русский по существу приобрели дома в качестве лидера карбонарии Болоньи.Заметим, однако, и далеко за пределами «сферы Pistoia, фигура священника Себастьяна Чампи (1769-1847) ученый, который, как профессор Джанкарло Савино, удалось заработать Фрай современников" хорошую репутацию ", а оценку« очень заместителей ». философ, археолог, греческий ученый и историк особенно ценится за его изучение итальянского средневековья, диалектика и преподавал греческий язык в университете Пизы. Вскоре, однако, он начал тянуть плохой воздух для Pistoia: зависть и дразнить его сверстников за его твердую были добавлены некоторые анонимные руки, которая обратила на стене его дома Пиза возмутительно написано "печально известного священника" и " Священник сутенер "эффект эха, который вызвал его греховной страстью к молодой вечный Блаженный с Розой которые жили больше права супругов. Настоятель то охотно принял в 1817 году кафедра филологии и сравнительной истории литературы и изобразительного искусства вновь созданного Варшавского университета, столица вновь образованного Царстве Польском, был вассалом царя, где он оставался, с его " Розина ", до 1822 года. Затем он вернулся в Италию в качестве посланника университета польском, возвращаясь к прибалтийской стране только в течение короткого периода в 1830 году. В последние годы страдали от насильственных кризиса Чампи безумия которая последовала за смертью во Флоренции 14 ноября 1847. Он оставил все свои рукописи в библиотеке Forteguerriana, где они хранятся даже его многих произведений исторической эрудиции и литературных, во многом ценный по культурным связям с Россией и Польшей. Исследования подтверждают, что Risaliti Чампи был непосредственно не участвуют в заговорах, но он стал точкой отсчета для всех итальянцев, которые пришли в царской империи, таких, как знаменитый флорентийский граф Луиджи Serristori, и в этой роли был, Очевидно, другу заговорщики, как упоминалось выше Никола Монти, предусмотрительный Чампи в 1819 году ввести среды ", который вопросу".В документах также содержатся в настоятелю появляются новые и ценной информации о частной жизни и политике других Pistoia, Louis Капелли (1775-77 CA-1839), который был с 1803 по 1837 профессор гражданского и канонического права в ' Вильнюсский университет, Литва и который он занимал в течение многих лет переписывался с прославленного земляка. Особый интерес представляют доклады шляпах с Joachim Лелевеля, член тайного общества Filareti, а также стал профессором в университете Вильно, благодаря добрые пожелания шляпы. Лелевеля, также известный Монти, после того, как временное правительство после литовского анти-русского восстания 1830 года, он бежал в Париж, где у него были тесные отношения с Русской Герцен и Джузеппе Мадзини. Деятельность эпистолярного шляпы, представляет большой интерес, мы узнаем, между прочим, что Пистойя, после долгого пребывания в Литве, был в состоянии видеть свой город только в конце жизни: вскоре после этого, в 1838 году, умер во Флоренции. Gigli, Монти и, прежде всего, Чампи и шляпы, выходит за рамки их участия в мероприятиях, заговорщически итальянские и русские, были, однако, в соответствии с Risaliti, "драгоценную энергию и большой потенциал Пистойя и всей Италии были не в состоянии оценить" Для этого они должны были придать своим опытом с зарубежными странами и народами ", последней итальянской космополитической, которая сделала нашу страну великой и известной за рубежом". "carlo gori"

Między Rosja, Polska i Litwy, spiski czterech wieku Pistoia. Po trasy niektórych z Toskanii XIX wieku, nasuwa się pytanie, dlaczego w pierwszych latach renowacji, która miała miejsce, jak wiadomo, po Kongresie Wiednia w 1815 r., wielu intelektualistów i patrioci, wyemigrować do krajów carskiego imperium, które historycznie nigdy nie cieszył się zbyt wiele uwagi, ponieważ stanowi "kraju wolności". "Ta decyzja - mówi prof. Renato Risaliti, znany slawista Uniwersytet Florencji - nie był przypadkowy, ponieważ w tym czasie rosyjski władca Aleksander I zagrał kartę anty-austriackiej politycznej i pseudo-liberalnej opozycji w Austrii Metternicha ". Ale wkrótce, z nowego cara Mikołaja I, brata byłego, założona 14 grudnia 1825, dzień nieudane powstanie dekabrystów, autokracja carska rzucać maskę i Rosja stanie się "żandarmem Europy". Wspiął się z powrotem do aktualnych badań, przeprowadzonych na funduszach Biblioteka Forteguerriana Pistoia w rosyjskich archiwach, prawie nikt nie wiedział, że cztery Pistoia, Hercules Gigli, Nicola Monti, Sebastiano Ciampi i Louis Cappelli, który wyemigrował do lat Odrodzenia w imperium carskim, Kontakty były różnej wielkości i zakresu z niektórych spiskowców, którzy przygotowywali powstanie dekabrystów. Długie poszukiwania, które wkrótce opublikuje Profesora objętości analizuje początku XIX wieku, kiedy Rosja organizował ruch antizarista i półwyspu włoskiego stał się przeciwko władzy masonerii i pragnienia niezależności sprzedaży Carbonari. Na tym tle Risaliti analizuje i ujawnia, za pośrednictwem kontaktów niezwykłych Pistoia intelektualnej z niektórych wpływowych osobistości "Imperium Rosyjskiego, podziemnych Wolnomularstwo przeplatanie, Carbonari i decabrismo. Ale kim byli czterej emigranci Pistoia?Lilie Herkulesa (? -1824) Nie wiem zbyt wiele, ale za to wydaje się być najciekawsza postać w warunkach konspiracji. Medical Hospital of Pistoia, profesor na Uniwersytecie w Pizie, był autorem nie tylko z badań specjalistycznych, ale także między 80. i 90., niektóre rymy opublikowane w mieście razem z tymi z Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, i inne. Gigli jest częścią liberała quell'entourage którzy początkowo powitają nadejście wojsk francuskich, ale wtedy pozostają głęboko rozczarowany okresu napoleońskiego. W 1815 roku, w środku Przywrócenia sprawozdaniu Komisarza Cercignani, wraz z flagą jak Carbonaro Monti, Sozzifanti i wielu innych. Krótko po tym dniu w kronikach Pistoia ma już ślady lekarza, ale z badań przeprowadzonych przez rosyjskich historyków wiemy, że w tych plikach jest wskazany, w latach bezpośrednio po, obecność Imperium "Mariano Gigli", którego policja carska nie określa wiek i pochodzenie. Prawdopodobnie Gigli poszedł do Petersburga z malarza Nicolę Montiego, jego przyjaciel z dzieciństwa i towarzyszem wiary carbonara i musiał zmienić nazwę na Mariano kontynuowaniem tej nowej tożsamości, że jego rewolucyjna propaganda tak obszernie zeznawał przez rosyjskich źródeł. W Rosji żył bardzo poruszające i wykonywania pracy jako nauczyciel i wychowawca, wszedł do loży Chierut (Freedom) w 1824 roku aż do śmierci z gorączką. Nie przypadek, że w 1926 cara Mikołaja I przypomniał dyplomatyczną Piemont De Salle, że Włoch, który zmarł dwa lata wcześniej, był poważnie zaangażowany w przygotowanie ruchu dekabrystów. Wszystko prowadzi nas do przekonania, że ​​Hercules i Mariano Lilie to ta sama osoba, ale oczywiście - opowiada Risaliti - nie ma pewności matematyczny: powinno być potwierdzone w jakimś nowym dokumencie archiwalnym, co jest bardzo trudne, ponieważ spiskowcy nie zostawił wokół wielu utworów, i że jest z powrotem prawie dwieście lat temu.Malarz Nicholas (lub Nicholas) Monti (1770/64), wiemy o wiele więcej: studentem Luigi Sabatelli I wtedy Piotr Witamy Florentine Akademia Sztuk Pięknych było, między innymi, autorem dekoracji sufitu Palazzo Pitti i fresków w katedrze w Pistoi. W 1818 wyjechał do Polski na zaproszenie Pawła Cieszkovski decorarvi do jego pałacu i kościoła, i udał się do Rosji, Moskwie i Petersburgu. Uprawiany z powodzeniem litografii i jest również znany ze swoich licznych artykułów i rozpraw na temat sztuki i autobiograficznej objętości Poliantea (1829) i wspomnień niepotrzebnych (1860). Del Monti, którego skromny obrazowych cechy - jak zauważono Risaliti - nie wystarczy, aby uzasadnić ważne prowizje otrzymane od notabli carskich, jest rola podwójnego agenta: jeden powiernik rządu rosyjskiego z racji świadczonych usług w anty austriacki za kontakty z innymi organizacjami decabriste rosyjski do meritum nabytych w domu jako lidera karbonariusze Bolonii.Należy jednak pamiętać, i dobrze poza "zakres Pistoia, postać księdza Sebastiana Ciampi (1769-1847) uczonego, który, jak prof Giancarlo Savino, udało się zarobić współczesnych Frai" dobrą reputację ", ale" bardzo oszacowanie zastępców . "filozof, archeolog, grecki uczony i historyk szczególnie ceniona za swoje badania włoskich średniowiecza, dialektyki i nauczanych Grecki na Uniwersytecie w Pizie. Wkrótce jednak zaczął ciągnąć złe powietrze do Pistoia: zawiść i teasing rówieśnikami o jego stałej zostały dodane do jakiegoś anonimowego strony, że zwrócił na ścianie jego domu skandaliczne Pisa pisemnej "księdza niesławny" i " ksiądz pimp "efekty echa, które wzbudziły jego grzeszną namiętność dla młodego wieczystych Najświętszym z Rosą, który mieszkał bardziej prawa małżonka. Opat następnie chętnie akceptowane w 1817 przewodniczący filologii i porównawczej historii literatury i sztuki piękne nowo utworzonego Uniwersytetu Warszawskiego, stolicy nowo utworzonego Królestwa Polskiego, był wasalem cara, gdzie pozostał, z jego " Rosina ", aż 1822. Następnie wrócił do Włoch jako wysłannik polskiego Uniwersytetu, wracając do kraju nadbałtyckim tylko przez krótki okres w 1830 roku. Ostatnie lata były nękane przez gwałtowny kryzys Ciampi szaleństwa, który nastąpił po śmierci we Florencji 14 listopada 1847. Zostawił wszystkie swoje rękopisy do biblioteki Forteguerriana gdzie są one przechowywane nawet jego wiele prac historycznych erudycji i jedynek literackich, w wielu cennych sprawie stosunków kulturalnych z Polski i Rosji. Badania potwierdzają, że Risaliti Ciampi nie był bezpośrednio zaangażowany w działkach, ale stał się punktem odniesienia dla wszystkich Włochów, którzy przybyli w imperium carskim, takie jak słynna florencka hrabiego Alojzego Serristori, w tej roli była, Oczywiście, przyjaciel spiskowców, jak wspomniano powyżej Nicola Monti, Provident Ciampi w 1819 do wprowadzenia środowisk ", że sprawę".Dokumenty również przechowywane w opat wyłaniają nowe i cenne informacje dotyczące prywatnego życia i polityki innego Pistoia, Louis (1775/77 Cappelli ca-1839), który był 1803/37 profesor prawa cywilnego i prawa kanonicznego w ' Uniwersytet w Wilnie, Litwa, a który pełnił przez wiele lat korespondował z sławnego rodaka. Szczególnie interesujące są doniesienia o kapeluszach z Joachima Lelewela, członek tajnego stowarzyszenia Filareti, również został profesorem na Uniwersytecie w Wilnie, dzięki dobrej woli kapeluszy. Lelewel, znany także przez Monti, po wydaniu tymczasowego rządu po antyrosyjskiej litewskiego powstania 1830, uciekł do Paryża, gdzie miał bliskie kontakty z rosyjskim Gercen i Giuseppe Mazzini. Działalność epistolarna Czapki, z wielkim zainteresowaniem, uczymy się między innymi, że Pistoia, po długim pobycie na Litwie, był w stanie zobaczyć swoje miasto tylko na końcu życia: wkrótce potem, w 1838, zmarł we Florencji.Gigli, Monti, a przede wszystkim, Ciampi i kapelusze, poza zakres ich udziału w wydarzeniach konspiracyjnych, włoski i rosyjski były jednak według Risaliti "cenna energia i wielki potencjał Pistoia i wszystkie Włochy nie były w stanie docenić" Do tego musieli pożyczyć swoją wiedzę do innych krajów i narodów, "ostatni włoski kosmopolityczny, że sprawili, że nasz kraj wielki i sławny za granicą." "carlo gori"
Tarp Rusija, Lenkija ir Lietuva, 4 Pistoia amžiaus sąmokslas. Po to, kai Toskanos XIX amžiuje maršrutus, kyla klausimas, kodėl, atkūrimo, kuris įvyko per pirmuosius metus, kaip yra gerai žinoma, po kongresas Vienoje 1815 metais, daugelis intelektualų ir patriotų, imigruoti į šalių carinės imperijos, kuri istoriškai niekada neturėjo per daug svarstyti, kaip laisvės "žemės". "Šis sprendimas - sako prof. Renato Risaliti, žinoma slavist Florencijos universitetas - nebuvo atsitiktinis, nes tuo metu Rusijos suverenus Aleksandras grojau kovos su Austrijos politinei ir pseudo liberalus opozicijos Austrijoje Metternich kortelę ". Tačiau netrukus, caro Nikolajaus I, buvęs brolis, įsteigta 14 gruodis 1825, dieną nepavyko Dekabrists sukilimo, caro autokratija mesti kaukę ir Rusija taps "Europos Gendarme". Pakilo atgal neviršijant į dabartinių tyrimų, atliktų ant į bibliotekos Forteguerriana iš Pistoia lėšų ir Rusijos archyvuose, beveik niekas žinojo, kad 4 Pistoia, Hercules Gigli, Nicola M. Monti, Sebastiano Ciampi ir Louis Cappelli, kuris emigravo Sugrąžinimo metais į carinės imperijos, ryšiai, įvairių dydžių ir taikymo sritį, su kai kuriais iš sąmokslininkų, kurie buvo rengiant Dekabrists sukilimą. Ilgai paieška, kuri netrukus paskelbs tūrio profesorius nagrinėja XIX a, kai Rusija buvo organizuoti judėjimo antizarista ir Italijos pusiasalio išsiskyrė prieš masonų ordino galios ir trokšta nepriklausomybės pardavimo Carbonari. Atsižvelgiant į šias aplinkybes Risaliti analizuoja ir atskleidžia, per šių intriguojančiu intelektinės Pistoia ryšius su kai kurių įtakingų asmenybių "Rusijos imperijos, požeminių sampyną masonija, Carbonari ir decabrismo. Bet kas buvo keturios emigrantai Pistoia? Lelijos Hercules (? -1824) Negalima žinoti daug, bet už tai, atrodo, įdomiausia figūra sąmokslo. Pizos universiteto profesoriaus, Pistoia, medicinos ligoninė buvo ne tik specializuotų studijų autorius, bet taip pat ir tarp 80s ir 90s, kai kurie rimuojasi paskelbtas mieste kartu su iš Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, ir kt. Gigli "yra dalis iš quell'entourage liberalai, kurie iš pradžių bus pasveikinti Prancūzijos karių atvykimą, bet tada lieka giliai nusivylęs Napoleono laikotarpio. 1815, restauravimo, iš komisarė Cercignani pranešimą, kartu su kaip CARBONARO Monti, Sozzifanti ir daugelis kitų vėliava viduryje. Netrukus po tos datos, Pistoia kronikose nebėra daktaro pėdsakų, tačiau iš tyrimų, atliktų Rusijos istorikai žino, kad tų failų nurodyta, iškart po imperijos buvimas "Mariano Gigli", kurio Carinė policija nenurodo, amžiaus arba kilmės. Tikriausiai Gigli "išvyko į Sankt Peterburgą su dailininko Nicola Monti, jo vaikystės draugas ir kompanionas, tikėjimo Carbonara ir turėjo pakeisti savo pavadinimą į Mariano tęsiančių šią naują tapatybę, kad jo revoliucinis propaganda taip gausiai liudija Rusijos šaltinių. Rusijoje gyveno labai juda ir dirba kaip mokytojo ir mokytojo, į The Lodge Chierut (laisvės) 1824 metais, kol jis mirė nuo karščiavimo. Ne sutapimas, kad caras Nikolajus 1926 Aš priminiau diplomatinę Piedmont De Salle, kad Italijos, kuris mirė prieš dvejus metus buvo rimtai dalyvauja rengiant į Dekabrists judėjimą. Viskas veda mus tikėti,, kad Hercules ir Mariano lelijos buvo tas pats asmuo, tačiau, žinoma, - pasakoja mums Risaliti - nėra matematinis tikrumas: turėtų būti patvirtinti kai kurių naujų archyvinio dokumento, kuris yra labai sunku, kaip bendrininkai nepalikite aplink daug takelių ir, kad jis būtų beveik prieš du šimtus metų.Dailininkas Nikolajus (arba Nicholas) Monti (1770-1864), mes žinome, daug daugiau: Luigi Sabatelli ir tada Petro Sveiki atvykę į Florencijos akademijos Dailės buvo, be kita ko, lubų Palazzo Pitti apdaila autorius ir studentas Pistoia katedros freskomis. 1818 metais jis išvyko į Lenkiją Paul Cieszkovski decorarvi kvietimu savo rūmų ir bažnyčios, ir keliavo į Rusiją, Maskvos ir Sankt Peterburgo. Kultivuojami sėkmingai litografiją ir taip pat žinomas dėl jo daug straipsnių ir traktatuose apie meną ir autobiografinis tūrio Poliantea (1829), atsiminimus, nereikalingų (1860). Del Monti, kurio kuklus iliustruotas savybės, kaip pažymėta Risaliti nepakanka pateisinti svarbius komisinius, gautus iš carinės Aristokratija, yra dvigubas agentas vaidmuo: viena patikėtinis Rusijos vyriausybės kovos Austrijos teikiamos pagal paslaugų atsakinga už ryšius su kitomis organizacijomis decabriste rusų į bylos esmę, įsigytų namuose kaip Bolonijos Carbonari lyderis. Atkreipti dėmesį į tai, ir už "taikymo sritį, Pistoia, kunigo Sebastiano Ciampi (1769-1847) mokslininkas, kuris, kaip prof Giancarlo Savino pavyko uždirbti frai amžininkai" tvirtą reputaciją "dailiojo, bet vertinimas" labai pakaitinius ". filosofas, archeologas graikų mokslininkas ir istorikas, ypač vertinamas už savo studijas Italijos viduramžiais, dialektika ir mokė graikų Pizos universiteto. Tačiau netrukus jis pradėjo traukti blogą orą Pistoia: pavydas ir erzinimas jo bendraamžių už jo kieta medžiaga buvo įtraukta į kai anonimiškai vertus, pagrįstas savo namų Piza piktinančius parašyta "liūdnai kunigas" sienos ir kunigas Pimp "poveikis aidų, kuris sukėlė jo nuodėmingą aistrą jauniems Perpetuals palaiminta Rosa, kuris gyveno daugiau sugyventinis. Abatas tada noriai priimami į 1817 filologijos ir lyginamosios istorijos literatūros kėdė ir kad baudos meno į naujai įsteigto universiteto Varšuvos, kad naujai suformuota Karalystė Lenkijos sostinėje, buvo caro vasalas, kur jis išliko, jo " Rosina ", iki 1822 m. Tada jis grįžo į Italiją, kaip universitetas Lenkų pasiuntinio, grįžti į Baltijos šalių tik trumpą laikotarpį 1830 m. Kamuoja smurtinio Ciampi krizės beprotybės, kuri po mirties Florencija, 1847 lapkričio 14 d. Per pastaruosius metus. Jis paliko visus savo rankraščius bibliotekos Forteguerriana, kur jie yra laikomi net savo daug darbų istorinės erudicijos ir literatūros tie, įvairiais būdais, vertingų Lenkijos ir Rusijos kultūrinių ryšių su. Tyrimai rodo, kad Risaliti Ciampi tiesiogiai nedalyvauja plotuose, bet jis tapo atskaitos taškas visiems italai, kurie atėjo į carinės imperijos, pavyzdžiui, garsaus Florencijos grafo Luigi Serristori, ir šį vaidmenį, Akivaizdu, kad, kaip minėta pirmiau Nicola Monti sąmokslininkų draugas, taupymo Ciampi 1819 m pristatyti aplinką "šiuo klausimu."Dokumentai, taip pat laikomi abato atsiranda naujos ir vertingos informacijos dėl privataus gyvenimo ir politikos kitos Pistoia, Louis Cappelli (1775-1777 ca-1839), kuris buvo 1803-1837 civilinės ir kanonų teisės profesorius " Vilniaus universitetas, Lietuva, ir kurias jis ėjo daugelį metų atitiko garsus tautietis. Ypač aktualios kurių slaptosios visuomenės Filareti narys, Joachimo Lelevelio, skrybėlės ataskaitas, taip pat tapo tuo Vilna universiteto profesorius, dėka gerų norų kepurės. Lelevelio, taip pat žinomas Monti po laikinąją vyriausybę po Lietuvos sukilimo prieš Rusiją 1830, jis pabėgo į Paryžių, kur jis turėjo glaudžius ryšius su Rusijos Gerceno ir Giuseppe Mazzini. Epistolinis Kepurės, didelį susidomėjimą veikla, mes sužinome, be kitų dalykų, Pistoia, po ilgo buvimo Lietuvoje, galėjo pamatyti savo miestą tik gyvenimo pabaigoje: netrukus po to, 1838 metais, mirė Florencijoje.Gigli, M. Monti, visų pirma, Ciampi ir Skrybėlės, ne tik jų dalyvavimo į įvykius konspiracinis italų ir rusų, taikymo sritį buvo, tačiau, atsižvelgiant į Risaliti, "vertingas energijos ir didelis potencialas iš Pistoia ir Italijos buvo negali įvertinti" Dėl to jie turėjo paskolinti savo patirtimi su užsienio šalių ir tautų, "paskutinis Italijos kosmopolitiška, kad mūsų šalyje didelis ir garsus užsienyje. "carlo gori"

A Leandro Piantini, Salvatore Scarola, Angela Bonadies, Giovanni Commare piace questo elemento.

lunedì 12 dicembre 2011

Carlo Onofrio Gori. Risorgimento. Lev Ili'ič Meč'nikov, un garibaldino russo in Toscana. 2011 - 150th Anniversary of the Unification of Italy

Lev Ili'ič Meč'nikov, un garibaldino russo in Toscana


Dopo una edizione a tiratura limitata promossa dal curatore-traduttore Prof. Renato Risaliti, noto slavista, il libro dell’intellettuale russo-ucraino Lev Ili'ič Meč'nikov Memorie di un garibaldino. La spedizione dei Mille,sul quale già scrivemmo nel n. 1 (2007) di "Camicia rossa", è finalmente uscito per le edizioni del CIRVI e col patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Garibaldi.
Il libro di Meč'nikov “una delle maggiori personalità russe  della seconda metà del secolo XIX –afferma il prefatore Lauro Rossi, Segretario del Comitato Nazionale – aggiunge un tassello importante alle pubblicazioni che hanno caratterizzato il bicentenario”.
Questo scritto, corredato con 27 disegni a matita, sette a penna e undici acquarelli, tutti di mano dell’autore, scoperto da Risaliti e dallo studioso ucraino Mykola Varvarcev ,  apparve a puntate nel 1861 in forma di reportage nei numeri di settembre, ottobre e novembre della rivista “Russkij Vestnik”, la cui collezione è rimasta fino a pochi anni fa chiusa nell’ immenso archivio della Federazione russa a Mosca, in quanto Katkov, il direttore della rivista, era a suo tempo diventato un sostenitore dell'autocrazia zarista. 
Lev Ili'ič Meč'nikov era nato a Pietroburgo nel 1838 da una famiglia aristocratica russa (il fratello Ilia Ili'ič fu premio Nobel 1908 per la medicina) con vasti possedimenti a Charkov in Ucraina. Nel 1859, subito dopo aver conseguita una brillante laurea in matematica, il giovane russo, grande amante della pittura italiana, si reca a Venezia e si immerge nell'arte e nel modo di sentire degli italiani dell'epoca condividendone le loro aspirazioni alla indipendenza ed all'unità. Per questo nel 1860 alla notizia dello sbarco dei garibaldini in Sicilia si sposta a Firenze, dove a Castel Pulci Giovanni Nicotera stava per conto del Generale arruolando un battaglione di camicie rosse che solo dopo notevoli sforzi riuscì a salpare da Livorno per raggiungere Garibaldi.
Lev, che sarebbe stato poi ferito alla Battaglia del Volturno e promosso ufficiale sul campo, in ogni momento della sua avventura tenne questo fedele diario consegnandoci un reportage di prima mano, palpitante e circostanziato, ricco di episodi e di particolari inediti, “grazie al quale – a giudizio del Prof. Risaliti – si possono oggi correggere inesattezze storiografiche, ripensare o ridimensionare certi giudizi accreditati e luoghi comuni circa l’Impresa dei Mille e perfino rivedere alcune consolidate teorie sul Risorgimento”.
Infatti Meč'nikov insiste molto sull’appoggio delle campagne all’impresa di Garibaldi, “in tal senso – afferma Risaliti – emergono oggi ulteriori dubbi sulla nota teoria gramsciana della mancata partecipazione contadina al moto di unificazione nazionale”. Una partecipazione dovuta anche all’appoggio a Garibaldi del basso clero, soprattutto siciliano, che sobillò i fedeli, contadini e popolani, contro i borbonici. I noti Padre Gavazzi e Fra' Pantaleo, insieme a Padre Cucurullo, della parrocchia palermitana di S. Giovanni, di cui Meč'nikov ci consegna un ritratto avvincente, sono tre dei tanti rappresentanti di questo basso clero che spesso avanza istanze sociali di tipo rivoluzionario. “In ogni caso – nota Risaliti – i più stretti collaboratori del Generale non ebbero la sensibilità, né furono all’altezza dell’Eroe, nel capire (o voler capire) i desideri delle masse popolari e soprattutto dei contadini meridionali”.
C’è poi da notare che nel reportage il ruolo di Nino Bixio appare molto meno importante e decisivo di quello dei generali Milbitz, Sirtori o Cosenz: sostanzialmente quello di un generale ambizioso e di modeste capacità militari che quand'era in preda all'ira, poteva perfino spingersi a uccidere i suoi soldati.
Lo scritto di Meč'nikov si diffonde poi su un aspetto che successivamente, in chiave nazionalistica, sarà non poco sottovalutato dalla storiografia risorgimentale post-unitaria, ma anche dalla stessa memorialistica garibaldina, e cioè sul ruolo importantissimo svolto dai volontari stranieri che costituirono varie, numericamente consistenti e combattive legioni: da quella ungherese, a quella polacca, tedesca, francese, ecc. e fra essi, oltre ad alcuni russi, c’erano perfino degli arabi e un nero.
Un personaggio che emerge a tinte forti dalla descrizione del russo è quello della “terribile camorrista” napoletana Marianna Desclopis, dal “potere assoluto di un pascià turco”, più nota col cognome De Crescenzo (ebbe due matrimoni) e famosa col soprannome di Sangiovannara, che Meč'nikov descrive come una donna dall'aspetto selvaggio “un leone o una tigre stretti in gabbia” “dagli occhi che brillavano rabbiosamente”. La donna, innamoratasi del Generale pur senza mai averlo mai visto, fece proprio il motto “Libertà-patria-democrazia”, convinse i suoi concittadini ad abbandonare i Borboni e non risparmiò né denari né sforzi per.aiutarlo nell’ Impresa.
Altro episodio cruciale del reportage è la Battaglia del Volturno. Meč'nikov  ne fa un racconto epico, con sangue, morti, feriti, atti d'eroismo, fucilate, bombardamenti e incendi, colpi di scena, imboscate, saccheggi e crudeltà. Annota ad esempio che a Caserta i garibaldini, “sei volte inferiori per numero” rispetto al nemico, vinsero non solo per il carisma di Garibaldi e il valore dei suoi ufficiali, ma anche per il triste spettacolo dalle orribili torture praticate dalla soldataglia borbonica sui prigionieri che esacerbò l'animo delle camicie rosse spronandole alla vittoria.
Altro particolare interessante riguarda l'incontro del Generale col re, che realtà non avvenne a Te­ano, ma a Santo Tamaro, ed il vero scambio di battute fu il seguente: “Salute al re d'Italia”, “Salute al migliore dei miei amici”. Va da sé che non poco tempo dopo, sull’Aspromonte, il Savoia mandò i suoi soldati contro “il migliore dei [suoi] amici” che fu gravemente ferito.
Infine alcune riflessioni sul dopo-spedizione. Nota Meč'nikov che all'arrivo delle truppe piemontesi tutti i possidenti terrieri del Napoletano tirarono un sospiro di sollievo perché temevano che Garibaldi facesse una vera rivoluzione espropriandoli dei loro beni per distribuirli al popolo e ai contadini. Ed infatti i primi atti del Savoia furono: l'annullamento dei principali decreti emessi dal Dittatore; la trasformazione dell'esercito garibaldino in esercito meridionale che avrebbe dovuto confluire in quello sabaudo (ma i garibaldini dovettero subire una severa e umiliante prova d'ammissione); il disarmo dei Mille che ad esempio originò alcuni scontri fra piemontesi e calabresi che si erano rifiutati di cedere le armi. Forse anche da questo trasse poi linfa il banditismo meridionale.

                                                                                                            Carlo Onofrio Gori
          
Recensione di C.O. Gori al libro: Lev Ili'ič Meč'nikov, Memorie di un garibaldino. La spedizione dei Mille, traduzione e cura di Renato Risaliti, presentazione di Lauro Rossi, postfazioni di Mykola Varvarcev e Renato Risaliti, Torino, CIRVI, 2008, pp. 330, Euro 29, comparsa su "Camicia rossa", a. 28, n. 4 (ott.-dic. 2008).
L'articolo può essere riprodotto in tutto o in parte citandone chiaramente gli autori.



       на фото, слева направо: Уильям Adilardi, Карло Онофрио Гори, Ренато Рисалити
                                                                                                                                  
   
Sull'Italia risorgimentale

Nel 2007 venne pubblicato, per le edizioni del CIRVI, Memorie di un garibaldino, il meraviglioso ed inedito diario-reportage di Lev Ili'ič Meč'nikov sulla Spedizione dei Mille tradotto e curato dallo slavista Renato Risaliti (Ренато Рисалити). Si trattava della raccolta degli articoli del volontario russo, ufficiale garibaldino ferito gravemente nella decisiva battaglia del Volturno, comparsi nel 1861 sulla rivista "Russkij Vestnik". Ne scrivemmo ampiamente qui in precedenti post. Quel libro, andato col tempo esaurito, è stato quest'anno ripubblicato dalla suddetta casa editrice torinese in edizione rivista ed accresciuta col titolo Memorie di un garibaldino russo ed altri scritti. In particolare Risaliti, pistoiese, aggiunge nelle ultime pagine della nuova edizione la copia di un significativo ed originale documento concernente l'elenco degli 8217 pistoiesi di tutte le classi sociali, clero compreso, che dal 4 dicembre 1859 al 4 aprile 1860 generosamente aderirono alla sottoscrizione nazionale lanciata dal Generale "pel fondo di un milione di fucili". In questo 2011 a fianco delle Memorie, sempre a cura di Risaliti e sempre per le edizioni del CIRVI compare il libro Sull'Italia risorgimentale che riporta tre dei tanti saggi sull'Italia (gli altri scritti dell'intelletuale russo sono attualmente in via di reperimento nelle biblioteche russe e ucraine, da parte di Risaliti e dello studioso ucraino Mykola Varvarcev) che Lev Ili'ič Meč'nikov scrisse successivamente al suddetto diario-reportage: Da Siena, Lettere dalla Maremma toscana eAspromonte, articoli che ampliano il quadro dell'Italia del Risorgimento e sono coevi agli avvenimenti narrati nelle Memorie, infatti Meč'nikov fino al 1864 scriverà vari articoli e saggi sull'Italia, fra cui quello fondamentale su Francesco Domenico Guerrazzi. Una volta smobilitato Meč'nikov  si stabilisce in Toscana, smette la camicia rossa di ufficiale garibaldino e si trasforma in attivo militante politico e propagandista delle idee del Generale. In Toscana incontra la donna della sua vita, Olga Skarjatina, che era però già sposata e con una figlia e,  per poter mantenere la nuova famiglia, in questo periodo vive facendo il corrispondente dall’Italia, (sempre sotto pseudonimo, dato i suoi cattivi rapporti con l’autocrazia zarista) per riviste russe, anche arricchendo la sua collaborazione con reportage di suoi saltuari viaggi  in varie parti del mondo, dal Marocco al Giappone. La corrispondenza Da Siena, firmata con lo pseudonimo "un garibaldino", fu pubblicata nel 1862 sulla rivista russa “Sovremmenaja letopis”, mentre le Lettere dalla Maremma toscana  e  Aspromontefurono pubblicati dalla rivista  “Sovremennik”, (Il Contemporaneo) fondata da Puskin e in quel periodo diretta da Nikolaj Nekrasov. Questi due articoli, come altri successivi, recano la firma di Leon Brandi, una traduzione letterale in italiano del nome russo Lev Meč'nikov. Per quanto riguarda la permanenza e le corrispondenze da Siena dell’intellettuale russo, le cui fonti non erano solo i giornali dell'epoca, ma anche i racconti dei suoi amici garibaldini, sparsi un po' ovunque, si sa anche che Meč'nikov fu redattore capo di un foglio della sinistra locale, “Il Flagello”, di cui oggi è rimasta sola copia. Comunque le notizie che ci fornisce nell'articolo Da Siena sono di estremo interesse perché nella storiografia locale non è rimasto quasi nulla dei conflitti politici cittadini nel primo anno post-unitario. Tuttavia, è possibile mettere in risalto quanta importanza avesse il problema di Roma Capitale e la soluzione della "questione romana" in quel momento: un dissidio lacerante, che sarà ricomposto solo circa 70 anni dopo. Di passata ricordiamo che il conflitto Stato-Chiesa nasce in seguito all'iniziativa dei democratici guidati da Garibaldi di intraprendere la Spedizione nell'Italia Meridionale e che il successo di questa operazione costrinse Cavour e Casa Savoia a rompere gli indugi mandando la truppe regie comandate dal generale Cialdini a Napoli occupando parte dello Stato Pontificio, Lazio escluso. Questa operazione mandò in frantumi il sogno giobertiano del neoguelfismo, la formazione di una Confederazione italiana sotto la Presidenza del Papa. 
Le Lettere dalla Maremma toscana, oltre ad essere uno specchio fedele dei processi economico-sociali e politici in atto in seguito all'unificazione, forniscono lo spaccato di un triste fenomeno presente un po' ovunque nella Penisola, quello del banditismo, che non fu solo un fenomeno meridionale, ma anche settentrionale. Se in Maremma nacque il mito degli Stoppa, dei Tiburzi o di tanti altri, nelle Romagne quello del Passator Cortese, ecc., fu perché il banditismo fu un fenomeno generale, un diffuso fuoco latente che copriva quasi tutti i territori del nuovo stato nazionale e che dopo il 1860 divenne in Meridione vero e proprio incendio per il noto convergere di nuovi variegati fattori di insoddisfazione politica e sociale che si sommarono a quelli endemici. Nel terzo scritto, Aspromonte, Meč'nikov dà conto della sfortunata impresa, alla quale partecipa, nuovamente a fianco del Generale. L’episodio, nota Risaliti, finì con una sconfitta di Garibaldi perché l’Eroe non aveva ben valutato le reazioni internazionali alla sua "adunata" che produsse spargimento di sangue fratricida, il fatto tuttavia servì per richiamare l'attenzione del Paese sul problema di Roma Capitale, poi risolto nel 1870 in seguito alle note favorevoli contingenze internazionali. Il fatto però che questi articoli o saggi siano apparsi in Russia subito dopo gli avvenimenti cui si riferiscono, dimostrano, ci dice Risaliti, almeno tre cose:  primo, l'eco mondiale che circonda gli avvenimenti del Risorgimento italiano e la figura di Garibaldi;  secondo, il fatto che apparissero sulla rivista russa più diffusa, soprattutto fra la gioventù e gli intellettuali che si stavano orientando verso le teorie populiste, attesta che gli ideali del Risorgimento italiano ebbero un peso decisivo nella formazione del populismo russo e che questi scritti di  Meč'nikov vanno messi in relazione con gli scritti di Debroljubov sull'Italia e con la permanenza di importanti russi presso lo stato maggiore di Garibaldi; terzo, il mito del “brigante buono” troverà una vasta eco in Russia negli scritti di Bakunin, che fra l'altro era a Firenze nello stesso periodo in cui c’era anche Meč'nikov. Dopo il 1864 le corrispondenze di Lev Meč'nikov dall’Italia si interromperanno bruscamente perché il governo sabaudo colpirà l’attivista garibaldino con un provvedimento, improvviso e senza cerimonie, di estradizione: amara “ricompensa” per le gravi ferite riportate dall’intellettuale russo nella battaglia del Volturno!


                                                                   Carlo Onofrio Gori


                                     Карло Онофрио Гори ( слева на картинке)

                                                                                                                                                          

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