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giovedì 15 dicembre 2011

Carlo Onofrio Gori. Risorgimento e...dintorni. Policarpo Petrocchi, pistoiese, letterato e patriota. 1. 2011 - 150th Anniversary of the Unification of Italy


Policarpo Petrocchi, letterato e patriota

Il pistoiese Policarpo Petrocchi (1852-1902) fervente ammiratore del Generale Garibaldi, volle dare, col Novo dizionario universale della lingua italiana, il suo contributo di  letterato e lessicografo agli ideali risorgimentali. L'autore, prefiggendosi con quell’opera di imprimere un impulso efficace all’unificazione linguistica del Paese, aveva infatti scritto: “Attenendoci ad una sola misura, stando a una sola parlata, faremo come tanti bravi soldati intorno a una sola bandiera: forti e uniti combatteremo da forti; faremo finalmente un vocabolario, una grammatica sola, chiara, facile anche per gli stranieri che trovan tanto indigesta la nostra lingua: noi tutti allora ci piglieremo più amore e non ci avverrà più di scambiare quelli del nostro paese per inglesi e tedeschi”. Allora l’Italia era, a livello popolare, una nazione debolmente alfabetizzata ed a tal punto separata dai dialetti che, ad esempio, i non pochi liguri e campani, emigrati fin da fine Ottocento in Argentina, per riuscire a capirsi bene fra loro, dovranno adottare il castigliano con la conseguenza che oggi in quel Paese, abitato per metà da discendenti di italiani, c’è scarsa traccia della nostra lingua. Il vocabolario di Petrocchi, fra Ottocento e Novecento, ebbe fama, circolazione e autorevolezza vastissime tanto che “per oltre mezzo secolo  - fu, come ricorda il suo biografo Luciano Bruschi (Policarpo Petrocchi. Un tempo, un uomo) –  il… più diffuso in Italia e molto ricercato dagli stranieri … perché, utilmente, dà l’indicazione esatta della pronuncia, separando nettamente la lingua viva dalla lingua morta ed è infine, ricchissimo di esempi raccolti dallo stesso autore”. L’opera fu ritenuta per lungo tempo il vocabolario-tipo della lingua italiana tanto che, ancora nel 1952, veniva detto: “non vi è italiano, anche di modesta cultura, che non conosca ed adoperi anche oggi col massimo profitto il Dizionario Universale di Policarpo Petrocchi". Pubblicato dai Fratelli Treves di Milano, uscì a dispense fra il 1884 e il 1890, fu poi raccolto nei due volumi del 1887 e del 1891 e riprodotto più volte fino al 1931. L’impresa dell’unificazione linguistica doveva iniziare fin dai banchi della scuola elementare e proseguire durante tutto il corso degli studi e della vita, per cui l’infaticabile Petrocchi produsse varie edizioni ridotte del “Novo dizionario” affiancandolo ad un voluminoso apparato collaterale di grammatiche, antologie e testi scolastici necessarie per raggiungere un’ampia utenza differenziata. Oggi il “Novo dizionario”, assolto il suo compito pedagogico, resta, nel solco delle teorie linguistiche manzoniane propugnate dal Petrocchi, la testimonianza più viva e più ricca dell'uso del fiorentino e del toscano parlato tardo ottocentesco.  Petrocchi sempre instancabile lavoratore, anche quando dagli anni Novanta in poi la sua salute cominciò ad affievolirsi, fu anche stimato e colto conferenziere in autorevoli circoli culturali, autore di una rilevante produzione letteraria e saggistica della quale occorre qui ricordare un'ottima traduzione dell'Assomoir di Zola, elogiata dallo stesso autore, il libro di novelle Nei boschi incantati, il volume Fiori di campo. Letture toscane, la commediaI Vespri, un saggio contro l’impresa coloniale italiana in Africa (Sopra il cosiddetto possedimento italiano a Massaua. Brevi considerazioni) , alcune poesie, altri saggi critici sul teatro popolare, sulla letteratura ed in particolare sul Manzoni e sul Carducci, che di Petrocchi fu sempre amico malgrado nel 1895 avvenisse per motivi politici un memorabile scontro fra i due. Pistoiese di montagna, Policarpo Petrocchi nacque nel piccolo e suggestivo borgo di Castello di Cireglio  il 16 marzo 1852 da Luigi di Francesco e da Carolina Geri. La famiglia non era povera per quei tempi, ma non poteva nemmeno esser definita benestante. Ben presto Policarpo fu mandato in città presso lo zio prete a studiare da esterno al locale seminario vescovile, ma il ragazzo, intelligente e sensibile, abituato alla libertà campestre, vivrà con amarezza questo periodo. Nel 1869 il giovane Policarpo s’innamora di quella che sarà poi la donna della sua vita Clementina Biagini, figlia di un noto medico pistoiese e destinata al matrimonio col benestante notaio Arcangeli dal quale la donna successivamente si separerà. Sempre nelle stesso anno lascia Pistoia e si sposta a Martinengo, nei pressi di Bergamo, per insegnare italiano in un collegio fondato da un monsignore  amico dello zio prete, mentre l’anno successivo troviamo Petrocchi a Torino docente presso l’Istituto del prof. Lanza. Iniziò così l'altra sua basilare attività, l'insegnamento, che condusse sempre con passione, sia come precettore presso privati, sia in varie scuole d’Italia, ma principalmente al Collegio militare di Milano (poi trasferito a Roma) dove così lo rammentava il Maresciallo d'Italia Enrico Caviglia, già suo allievo: "Fra i miei insegnanti egli ha lasciato nella mia memoria, nella mia anima l'impronta più profonda ... ci apprese ad amare i nostri grandi poeti antichi e moderni ...Faceva il suo dovere d'insegnante con la coscienza scrupolosa di un apostolo, e nello stesso tempo , per la sua natura franca e leale ci apprese ad esprimere apertamente le nostre idee ed a giudicare con libera mente gli uomini e con spirito critico le idee". Di questo temperamento Petrocchi darà in molte occasioni concreta testimonianza, come ad esempio nel 1899, quando, vinto il Premio Siccardi con il libro di impronta pacifista Le Guerre,  con coerenza presenterà le dimissioni (subito respinte) dalla cattedra del Collegio militare;  tra l'altro destinerà totalmente la somma vinta col premio all’attuazione di opere pubbliche in Castello di Cireglio. L'amore per il suo borgo, testimoniato dall'opera postuma Il mio paese, fu infatti costante in Petrocchi. Vi tornava da Milano e poi da Roma ogni estate, con la famiglia che diveniva di volta in volta sempre più numerosa, e nel 1878, se­condo gli scopi e i principi che stavano a cuore a Garibaldi, viaveva costituito la Società Ope­raia di Mutuo Soccorso. Due anni dopo, nel 1880, parimenti promosse, con lo scopo di attrezzare il paese di quei servizi e di quelle infrastrutture essenziali che l’amministrazione comunale di Pistoia non si risolveva a fare, la Società Onore e Lavoro di  cui Garibaldi fu il primo socio onorario (e che esiste tutt’oggi egregiamente guidata dal nipote Guido Petrocchi).La scorretta gestione della cosa pubblica da parte di una classe dirigente pistoiese ritenuta da Policarpo avida ed ottusa fu infatti una delle sue maggiori preoccupazioni tanto che nel 1901, lui che a Milano ed a Roma era in relazione con personalità quali Filippo Turati o Enrico Ferri, non poté esimersi dal partecipare attivamente alle lotte elettorali cittadine sostenendo, purtroppo senza successo, la coalizione dei “partiti popolari” radicali, repubblicani, socialisti che si opponeva allo schieramento moderato-clericale. Da giovane Petrocchi, pur ammirando Garibaldi, aveva avuto come punti di riferimento politico soprattutto Cavour e Vittorio Emanuele II, tuttavia col passare del tempo aveva maturato convinte idee repubblicane mostrando altresì (pur non aderendovi) “rispetto e deferenza” per il partito socialista. A ciò era arrivato soprattutto per un’incondizionata insofferenza verso la persona e la politica corrotta, antipopolare e repressiva che, dopo i trascorsi mazziniani, garibaldini e di “sinistra”, conduceva il presidente del consiglio Crispi sorretto dall’ “aiuto potente della compagine monarchica”. Ai suoi occhi la parabola del politico siciliano, già progressista e trasformatosi poi in paladino della reazione e del colonialismo italiano, era assurta a paradigma del compiuto tradimento delle più alte aspirazioni risorgimentali sulle quali  avrebbe dovuto esser fondata, oltre che l’unità politica, anche l’unità morale della nazione. Per Petrocchi, Garibaldi era l’unico che, per il suo coraggio, la purezza d'animo,  il disinteresse verso gli agi, i lussi e le gratificazioni, l'onestà cristallina nella vita pubblica e l’impegno verso le classi più umili, potesse“ancora accendere, al caso di bisogno, questa materia inerte che è il nostro volgo”.  La notizia della morte improvvisa dell'Eroe  fu quindi per Policarpo un colpo tremendo:  “Non ci volevo credere” dirà, dando  subito disposizioni perché a Castello la Società Onore e Lavoro esponesse “per sei mesi a bruno la bandiera”.  Successivamente quando per il 2 luglio 1882 in Pistoia si organizzarono grandi onoranze funebri, Petrocchi, oltre che far partecipare la Società Onore e Lavoro con sei rappresentanti e con la nuova bandiera, fatta confezionare a Milano per l’ occasione, inviò i saluti dei Generale Ai suoi prodi pistoiesi, che egli stesso aveva raccolto dalla viva voce di Garibaldi nel corso dell’ ultima visita dell' Eroe a Milano. Tuttavia Policarpo non fu contento degli onori che in Italia vennero tributati alla memoria di Garibaldi, dato, tra l’altro, che non era stata rispettata “neanche l'ultima volontà dell'estinto, che coll'essere cremato voleva rispondere con una prova di fatto alla imbecille superstizione dei preti!”.
Questo spirito fieramente anticlericale a cui era pervenuto Petrocchi, non fu mai pregiudizialmente antireligioso e nemmeno anticattolico ed andava ben oltre il dato storico-politico risorgimentale di avversione al potere temporale dei papi caratterizzandosi anche per un connotato morale di critica ad un’ipocrisia ecclesiastica, del cui peso personalmente aveva già sofferto in gioventù  presso lo zio prete e con la quale si era poi scontrato per la vicenda della sua "immorale", ma fondata unione con l’amata Clementina Biagini dalla quale ebbe ben sei figli. E proprio attorniato da quattro dei suoi figli e dagli affezionati compaesani, durante la consueta annuale festa d’estate a Castello di Cireglio, lo colse, il 25 agosto 1902, repentina la morte, stroncando una vita dedicata alla famiglia, al lavoro, allo studio, all’onestà ed a nobili ideali. Notevole fu il cordoglio per la morte di Petrocchi, non solo a Pistoia, ma in tutto il Paese, tanto che persino negli Stati Uniti, a West Pittston-Philadelphia, venne fondata da alcuni emigrati italiani una società di muto soccorso intitolata al suo nome. 
Pistoia nel 2002 ha degnamente ricordato il centenario della morte ed 150° della nascita dell’illustre lessicografo con importanti celebrazioni culminate nel prestigioso Convegno nazionale di dicembre del quale verranno pubblicati e presentati gli atti.

                                                                                                          Carlo Onofrio Gori



Questo articolo è riproducibile parzialmente o totalmente previo consenso o citazione esplicita dell'Autore.



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 Biblioteca Comunale Forteguerriana

Comune di Pistoia - Assessorato alla Cultura
Provincia di Pistoia - Assessorato alla cultura
Biblioteca comunale Forteguerriana
Circoscrizione 3 - Società Onore e Lavoro 1880
Convegno di studi

In onore

di Policarpo Petrocchi


Celebrazioni in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita e del centesimo anniversario della morte
(1852 - 1902 / 2002)
Sabato 7 dicembre 2002
Sala sinodale del'Antico Palazzo dei Vescovi
Piazza del Duomo - Pistoia
(g.c. dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A.)
Programma
ore 9, saluti di:
Giovanni Capecchi - Assessore alla Cultura del Comune di Pistoia
Luigi Giorgetti - Assessore alla Cultura della Provincia di Pistoia
Riccardo Pallini - Presidente Circoscrizione 3 del Comune di Pistoia
Mario Veltri - Presidente Lions Club Serravalle Pistoiese
Josè Brusco - Presidente Rotary Club Pistoia - Montecatini
ore 10/13, interventi
Presiede i lavori Andrea Ottanelli

Giorgio Petracchi - Università di Udine
Policarpo Petrocchi e il suo tempo

Enrico Ghidetti - Università di Firenze
Petrocchi fra Manzoni e Zola

Paola Manni - Università "G. d'Annunzio", Chieti"
Policarpo Petrocchi e la lingua italiana

Carlo O. Gori - Biblioteca Forteguerriana
Petrocchi e Pistoia. Conoscenza e valorizzazione dei documenti petrocchiani presso la Biblioteca Forteguerriana

Dibattito
ore 13 - 14,30, pausa buffet presso gli Antichi Magazzini del Palazzo Comunale
ore 15 - 18,30, interventi
presiede i lavori Luciano Bruschi

Gianni A. Papini - Université de Lausanne
I boschi incantati del mio paese: il Petrocchi narratore

Andrea Fusari - Liceo "Forteguerri", Pistoia
Petrocchi pacifista

Gianluca Chelucci - Storico
Il monumento a Policarpo Petrocchi in Castello di Cireglio

Guido Petrocchi - Presidente della Società onore e Lavoro 1880
Policarpo Petrocchi e Clementina Biagini

Dibattito
A conclusione dei lavori visita alla Mostra su Policarpo Petrocchi allestita da David Mariani e Carlo Onofrio Gori presso la Biblioteca comunale Forteguerriana

L'inventariazione delle Carte Petrocchi è stata curata da Daniele Cianchi


Con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Senato 

Hanno Collaborato:
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Lions Club Serravalle Pistoiese
Rotary Club Pistoia - Montecatini

Cantiere comunale Pistoia
Istituto comprensivo "Cino da Pistoia"
Scuola elementare di Cireglio
Croce Rossa Italiana - Sezione di Cireglio
Compagnia dei Semplici
(Associazione Amici di Pupuigliana e della Valle del Brandeglio)
Filarmonica "P. Borgononi" - Pistoia
Gli atti del Convegno
saranno stampati a cura di Andrea Ottanelli e Carlo Onofrio Gori per le edizioni Gli Ori

della rivista

Storia locale
Quaderni pistoiesi di cultura moderna e contemporanea




Policarpo la tua valle ti ricorda: un riuscito, appassionato, spettacolo della "Compagnia dei Semplici"
Da agosto a fine anno 2002 si sono svolte numerose iniziative in occasione del centocinquantesimo annivarsario della nascita e del centesimo anniversario della morte dell'illustre lessicografo, letterato e nostro grande concittadino Policarpo Petrocchi.  Per conto della Biblioteca Forteguerriana ho avuto l'incarico di curarne l'organizzazione , opportunità che si è tradotta, come raramente accade, nel privilegio di incontrare  nuovi amici. Prima di tutto (e non vorrei apparire retorico), seppur tramite gli scritti e le manifestazioni, lo stesso Policarpo, un Maestro di straordinarie capacità  e di non comune dirittura morale e poi tantissimi altri,  tutti impegnati nei vari appuntamente nei quali si sono articolate le giornate commemorative.  Colgo qui l'occasione gentilmente offertami dal "Metato" per ricordare in particolare Guido Petrocchi, nipote e degno discendente di Policarpo ed insieme con lui gli amici del teatro della "Compagnia dei Semplici"  dell'Associazione degli Amici di Pupigliana e della Valle del Brandeglio che nella serata del 18 agosto, durante la bella  ed animata festa popolare per il restauro del monumento a Petrocchi, hanno messo in scena a Castello di Cireglio il pregevole spettacolo "Policarpo la tua Valle ti ricorda", replicato poi a Pistoia, nella Saletta Gramsci, il 4 dicembre proprio nell'imminenza dell'importante e riuscito Convegno di Studi del sabato successivo.
La Compagnia dei Semplici, che conoscevo solo nome, è stata per me una vera e piacevole scoperta, anche perchè insieme abbiamo seguito un po' lo stesso percorso: prepararsi,  conoscere la straordinaria personalità di Petrocchi e poi farla conoscere. Gli amici della "Compagnia" ci sono riusciti egregiamente.
Indubbiamente notevole l' impegno da loro profuso, sotto la sapiente guida di Calogero Armato (e mi dispiace di non poterli ricordare tutti, ma sono tantissimi e potrei scordarne qualcuno) nella stesura dei copione, nella preparazione  e nella recita dello spettacolo. Questo sforzo non poteva che esser sostenuto dall'amore che molti di loro, valligiani con radici ben salde fra gli stessi monti che videro nascere Policarpo, hanno dimostrato verso una persona che, come Lui, veramento lo meritava.  Gli amici della Compagnia non si sono limitati al lettura delle opere dei documenti e dell'epistolario petrocchiano, ma hanno intrapreso un autonomo percorso di ricerca che si è tradotto nell'acquisizione e nell'elaborazione di racconti, episodi, testimonianze inedite, riporoposte egregiamente nel corso dello spettacolo teatrale sostenuto da interessante recitazione, suggestivi canti, letture di profondo contenuto, piacevole apparato scenico.
Abbiamo così avuto la rara opportunità, insieme ai numerosi e attenti spettatori presenti alle due recite,  di poter conoscere e vedere, tramite i bravi attori, l' Uomo Petrocchi, la sua fedele compagna Clementina, gli amici e i paesani del suo tempo, ripercorrerne piacevolmente i punti salienti della vita e delle opere, sentir riproposti brani di suoi racconti e lettere e comprendere pienamente (ed anche, per quel che ci riguarda, condividere ed approvare) i suoi valori di rigore morale, sensibilità sociale, impegno civile e umano, amore per il lavoro, per la sua famiglia, per la sua terra, la sua gente. E, soprattutto, in tempi come questi, abbiamo finalmente sentito parlare di pace, come nella commovente conclusione dello spettacolo . Qualche scritto di Policarpo forse aveva il difetto,  e lui poi francamente ed onestamente lo ammetteva,  di risultare alla lettura un po'  troppo pedagogico:  mi viene appunto in mente il pur premiato e famoso libro pacifista Le Guerre. Questo libro la "Compagnia dei Semplici" ha saputo rivisitarlo con agilità non priva di rigorosità filologica ed interpretativa. Lui ne sarebbe contento.
Mentre oggi purtroppo la società con i suoi eccessivi e frenetici affanni quotidiani spinge molti a rifugiarsi egoisticamente nella propria individualità fatta di serate passate davanti al video del personal computer o della televisione, gli amici della "Compagnia dei Semplici" si ritrovano, studiano ed insieme commentano e traducono in spettacolo idee, buone idee. Il loro spettacolo "Policarpo la tua valle ti ricorda" è stato al tempo stesso valida e riuscita testimonianza di amore per il teatro e di impegno civile. Ci hanno allietato e noi abbiamo imparato. E di questo dobbiamo essergliene grati.
      
                                                          Carlo Onofrio Gori                           
                                                                                                                                                                                                           


                                                                            Medaglia della Società di mutuo soccorso Policarpo 
                                                                               Petrocchi di West Pittston, Pennsylvania (BCF)









in:
Credits
Maurizio Vivarelli: coordinamento generale del progetto. 
Federico Meschini: progettazione e coordinamento sezione "Risorse Documentarie". 
Fabio Ciotti: realizzazione interfacce e procedure d'interrogazione per elenchi bibliografici, catalografici e materiale d'archivio. 
Valentina Onofri, Eva Magrini, Nicoletta Mancinalli: codifica TEI e correzione bozze. 
Ilaria Barbanti, Maria Rosaria Cinquegrano: realizzazione codifica EAD dell'inventario delle carte Petrocchi. 
Manuela Grillo, Tiziana Calvitti: ricerche bibliografiche. 
Andrea Ottanelli, Carlo Onofrio Gori: redazione testi. 
Caterina Baldi Papini, Elena Tonini: segreteria organizzativa. 
Softeam Ware srl: webmaster.
Docup Toscana Ob.2 2000-2006
Progetto Integrato di Sviluppo locale (P.I.S.L.)
"Montagna Pistoiese Misura 2.2.1"
Progetto "Parco culturale Le parole delle tradizioni - Castello di Cireglio: Policarpo Petrocchi"
Finanziato con i contributi della Comunità Economica Europea, della Regione Toscana,
della Provincia di Pistoia e del Comune di Pistoia.
Si ringraziano il Maestro Sigfrido Bartolini e la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia per la gentile
concessione delle immagini relative alle tavole xilografiche da lui realizzate per l'edizione illustrata de
"Il mio paese" di Policarpo Petrocchi, edito nel 1997 dalle Officine grafiche Il Torchio di Firenze, per conto della
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Si ringrazia la casa editrice “Gli ori” per l’autorizzazione alla pubblicazione sul web degli interventi
contenuti negli Atti del convegno di studi in onore di Policarpo Petrocchi : Pistoia, 7 dicembre 2002,
a cura di Andrea Ottanelli e Carlo O. Gori. Pistoia : Gli ori, 2005.


Castello ha ricordato Policarpo Petrocchi


IL TIRRENO 28 agosto 2002










Carlo Onofrio Gori. Risorgimento e... dintorni. Quattro cospiratori pistoiesi nella Russia zarista: Luigi Cappelli, Sebastiano Ciampi, Ercole Gigli, Nicola Monti. 2011 - 150th Anniversary of the Unification of Italy

Tra Russia, Polonia e Lituania, le cospirazioni di quattro pistoiesi dell’Ottocento
Seguendo gli itinerari di alcuni toscani dell’Ottocento, sorge spontanea la domanda sul perchè, nei primi anni della Restaurazione, avvenuta, com’é noto, in seguito al Congresso di Vienna del 1815, non pochi intellettuali e patrioti, emigrassero nei paesi dell’Impero Zarista, che storicamente non ha mai goduto di eccessiva considerazione come “patria delle libertà”.  “Questa scelta - ci dice il prof. Renato Risaliti, noto slavista dell’Università di Firenze - non fu casuale perché in quel periodo il sovrano russo Alessandro I giocò la carta della politica anti-austriaca e pseudo liberale in opposizione all'Austria di Metternich”. Ma ben presto, col nuovo zar Nicola I, fratello del precedente, insediato il 14 dicembre 1825, giorno della fallita rivolta decabrista, l’autocrazia zarista getterà la maschera e la Russia diverrà “il gendarme d'Europa”. Fino agli attuali studi di Risaliti, effettuati sui fondi della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia e negli archivi russi, quasi nessuno sapeva che ben quattro pistoiesi, Ercole Gigli, Nicola Monti, Sebastiano Ciampi e Luigi Cappelli, emigrati negli anni della Restaurazione nell’impero zarista, ebbero contatti di varia misura ed entità con alcuni dei congiurati che stavano preparando il moto insurrezionale decabrista. La lunga ricerca, che prossimamente il Professore pubblicherà in volume, prende in esame i primi anni  dell'Ottocento quando in Russia andava organizzandosi il movimento antizarista e nella Penisola italiana si delineavano il potere della massoneria e gli aneliti indipendentisti delle vendite carbonare. Su questo sfondo Risaliti analizza e svela, attraverso gli intriganti contatti di questi intellettuali pistoiesi con alcune autorevoli personalità dell' impero russo,  il sotterraneo intreccio  fra massoneria, carboneria e decabrismo. Ma chi erano i quattro emigrati pistoiesi?
Di Ercole Gigli (?-1824) non si sa molto, ma proprio per questo ci sembra la figura più interessante dal punto di vista cospirativo. Medico all’Ospedale di Pistoia, docente all’Università di Pisa, fu autore non solo di studi specialistici, ma anche, fra gli anni ‘80 e ‘90, di alcune rime pubblicate in città assieme a quelle di Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, ed altri. Gigli fa parte di quell’entourage liberale che inizialmente accoglierà con favore l’arrivo delle truppe francesi, ma che poi rimarrà profondamente deluso dal periodo napoleonico. Nel 1815, in piena Restaurazione, un rapporto del commissario Cercignani, lo segnala come carbonaro assieme a Monti, Sozzifanti ed a tanti altri. Poco dopo quella data nelle cronache pistoiesi non si trovano più tracce del medico, ma da studi effettuati da storici russi sappiamo che in quegli archivi è segnalata, proprio negli anni immediatamente successivi, la presenza nell'Impero di un “Mariano Gigli” di cui la polizia zarista non specifica né età, né provenienza. Probabilmente il Gigli si recò a Pietroburgo con  il pittore Nicola Monti, suo amico di gioventù e sodale di fede carbonara e dovette cambiare il proprio nome in Mariano proseguendo, con questa nuova identità, quella sua attività di propaganda rivoluzionaria così ampiamente attestata dalle fonti russe. In Russia visse spostandosi molto e svolgendo attività di insegnante e di istitutore, entrò nella loggia Chierut (Libertà) finché nel 1824 morì di febbri. Non a caso nel 1926 lo zar Nicola I ricordò al diplomatico piemontese De Salle che un italiano, morto due anni prima, era stato seriamente implicato nella preparazione del moto decabrista. Tutto ciò fa presumere che Ercole e Mariano Gigli fossero la stessa persona, ma ovviamente – ci dice Risaliti – non c'è la certezza matematica: occorrerebbe trovare conferma in qualche nuovo documento d'archivio, cosa molto difficile, visto che i cospiratori non lasciano in giro molte tracce e che si tratta di fatti risalenti a quasi duecento anni fa.
Del pittore Nicola (o Niccola) Monti (1770-1864) sappiamo ben più: allievo di Luigi Sabatelli e poi di Pietro Benvenuti all'Accademia fiorentina di Belle Arti fu, tra l'altro, autore delle decorazioni di un soffitto di Palazzo Pitti e di affreschi nella cattedrale di Pistoia. Nel 1818 si recò in Polonia, invitato da Paolo Cieszkovski per decorarvi il suo palazzo e una chiesa, e viaggiò in Russia, a Mosca e San Pietroburgo. Coltivò con successo la litografia ed è anche noto per i suoi numerosi articoli e trattati in materia d'arte e per le pagine autobiografiche del volume Poliantea (1829) e delle Memorie inutili (1860). Del Monti, le cui modeste doti pittoriche – come nota Risaliti – non bastano a giustificare le importanti commissioni ricevute dai notabili zaristi, emerge il ruolo di doppio agente: da un lato di fiduciario del governo russo in virtù dei servigi prestati in funzione anti austriaca, dall'altro di incaricato dei contatti con le organizzazioni decabriste russe per i meriti acquisiti in patria come dirigente dei carbonari di Bologna.
Nota invece, e ben oltre l' ambito pistoiese, la figura del sacerdote Sebastiano Ciampi (1769-1847) studioso che, come rileva il Prof. Giancarlo Savino, riuscì a guadagnarsi frai contemporanei “una robusta fama”, ma una stima “molto alterna.”  Filosofo, archeologo, grecista e storico particolarmente apprezzato per i suoi studi sul medioevo italiano, insegnò dialettica e lingua greca all'Università di Pisa. Ben presto cominciò però a tirare una una brutta aria per il  pistoiese: le invidie ed i dispetti dei colleghi per la sua solida preparazione si sommarono a qualche anonima mano che tracciò sul muro della sua casa pisana le oltraggiose scritte di “prete infame” e “prete puttaniere”, effetti degli echi che aveva suscitato la sua peccaminosa passione per la giovane perpetua Rosa Benedetti con la quale viveva more-uxorio. L'abate accettò quindi di buon grado nel 1817 la cattedra di filologia e di storia comparata delle lettere e delle belle arti della appena istituita Università di Varsavia, capitale del neonato Regno di Polonia, stato vassallo dello zar , dove rimase, con la sua “Rosina”, fino al 1822. Successivamente rientrò in Italia come inviato dell’Ateneo polacco, tornando nel Paese baltico solo per un breve periodo, nel 1830. Gli ultimi anni di Ciampi furono tormentati da violente crisi di follia  a cui seguì la morte, avvenuta in Firenze il 14 novembre 1847. Lasciò tutti i suoi manoscritti alla Biblioteca Forteguerriana dove sono conservate anche le sue numerose opere di erudizione storica e letteraria e quelle, per molti versi preziose, sulle relazioni culturali con la Polonia e con la Russia.  Gli studi di Risaliti confermano che Ciampi non fu direttamente implicato in complotti, tuttavia egli divenne un punto di riferimento per tutti gli italiani che si recavano nell'impero zarista, come ad esempio il noto conte fiorentino Luigi Serristori, ed in questo suo ruolo fu, giocoforza, amico di alcuni cospiratori, come il sopra ricordato Nicola Monti, che nel 1819 Ciampi provvide ad introdurre negli ambienti “che contano”.
Inoltre dai carteggi conservati nell'archivio dell'abate emergono inedite e preziose informazioni sulla vita privata e politica di un altro pistoiese, Luigi Cappelli (1775-77 c.a.-1839), che fu dal 1803 al 1837 professore di diritto civile e canonico nell'Università di Vilna, in Lituania e che tenne per lunghi anni corrispondenza epistolare con l'illustre concittadino. Risultano di particolare interesse i rapporti del Cappelli con Johachim Lelewel, membro della società segreta dei Filareti, divenuto anch'esso professore all'Università di Vilna, proprio grazie ai buoni auspici del Cappelli. Lelewel, conosciuto anche dal Monti, dopo aver fatto parte del governo provvisorio lituano seguito all'insurrezione antirussa del 1830, fuggì a Parigi, dove tenne stretti rapporti con il russo Gercen e con Giuseppe Mazzini. Dall’attività epistolare del Cappelli, di indubbio interesse, apprendiamo tra l’altro che il pistoiese, dopo una lunghissima permanenza in Lituania, riuscì a rivedere la sua città solo al termine della vita: poco dopo, nel 1838,  morirà a Firenze. 
Gigli, Monti e, soprattutto, Ciampi e Cappelli, al di là della portata del rispettivo coinvolgimento cospirativo nelle vicende italiane e russe, furono tuttavia,  secondo Risaliti, “energie preziose e di grande potenzialità che Pistoia e l'Italia tutta non seppero valorizzare”, per questo dovettero prestare le loro conoscenze a paesi e popoli stranieri,  “ultimi italiani cosmopoliti che resero grande e famoso il nostro paese all'estero”.
                                                                        
                                                                       Carlo Onofrio Gori




Articolo comparso su: "Microstoria", n. 45 (gen.-feb. 2006).






Questo articolo è riproducibile parzialmente o totalmente previo consenso o citazione esplicita dell'Autore.
















Между Россией, Польшей и Литвой, заговоры из четырех девятнадцатого века Пистойя
После маршруты некоторых из века Тоскана девятнадцатого, возникает вопрос, почему в первые годы Реставрации, которая произошла, как известно, после Венского конгресса в 1815 году, многие интеллигенты и патриоты, мигрировали в страны " Царская империя, которая исторически никогда не пользовалась слишком много внимания, как "Родина свободы». "Это решение, - говорит проф. Ренато Risaliti, известный славист университета Флоренции - не случайно, потому что в то время русского государя Александра I сыграл карты анти-австрийских политических и псевдо-либеральной оппозиции в Австрии Меттерниха ». Но вскоре, с новым царем Николаем I, брат бывшего, учреждено 14 декабря 1825 года, в день несостоявшегося восстания декабристов, царское самодержавие выбросить маску и Россия станет "жандарма Европы". Залез обратно до современных исследований, проведенных на средства библиотеки Forteguerriana Пистойя и на русском архивов, почти никто не знал, что четыре Pistoia, Hercules Gigli, Никола Монти, Себастьяно Чампи и Луи Капелли, который эмигрировал в годы Реставрации в царской империи, были контакты различных размеров и масштабов с некоторыми из заговорщиков, которые готовили восстание декабристов. Долгие поиски, которые вскоре опубликует профессор в объеме рассматриваются в начале девятнадцатого века, когда в России организации движения antizarista и итальянского полуострова стояли против власти масонства и желания независимости продаж карбонариев. На этом фоне Risaliti анализирует и показывает, через контакты этих интригующих интеллектуальной Pistoia с некоторыми влиятельными личностями "русской империи, подземные переплетение масонства, карбонариев и decabrismo. Но кто были четыре эмигрантов Pistoia? Лилии Геракла (? -1824) Не знаю, но это, кажется, самая интересная фигура в плане заговора. Медицинская больница Pistoia, профессор Пизанского университета, был автором не только специальных исследований, но и между 80-х и 90-х годов, некоторые рифмы, опубликованной в город вместе с теми, Pagnini, Matteini, Пуччини, Чампи и другие. Gigli является частью quell'entourage либерала, который первоначально будет приветствовать приход французских войск, но потом по-прежнему глубоко разочарован период Наполеоновских. В 1815 году, в середине реставрации, доклад Уполномоченного Черчиньяни, наряду с флагом, как Карбонаро Монти, Sozzifanti и многие другие. Вскоре после этой даты в летописи Pistoia больше не являются следами врача, но и от исследований, проведенных русские историки знают, что в этих файлах казывается, в первые годы после, наличие империя "Мариано Джильи", чьи Царская полиция не уточняет, возраста и происхождения. Наверное Gigli отправился в Санкт-Петербург с художником Никола Монти, его друг детства и спутником веры карбонара и должен был изменить свое название на Мариано Продолжая эту новую идентичность, что его революционная пропаганда так убедительно свидетельствуют русские источники. В России он жил очень трогательно и делает работу в качестве учителя и наставника, вошел в домик Chierut (Свобода) в 1824 году, пока он не умер от лихорадки. Не случайно, что в 1926 году царь Николай I напомнил дипломатических Пьемонт De Salle, что итальянский, который умер два года назад, был серьезно вовлечен в подготовку декабристского движения. Все приводит нас к мысли, что Геракл и Мариано Лилии и тот же человек, но, конечно, - рассказывает нам Risaliti - нет математической точностью: должны быть подтверждены в некоторых новых архивных документов, что очень трудно, так как заговорщики не оставил вокруг много следов и что он сделал назад почти двести лет назад.Художник Николай (или Николай) Монти (1770-1864), мы знаем гораздо больше: студент Луиджи Sabatelli, а затем Петр Добро пожаловать в флорентийской Академии изящных искусств был, между прочим, автор оформления потолка в Палаццо Питти и фресок в соборе Пистойя. В 1818 году он отправился в Польшу по приглашению Павла Cieszkovski decorarvi для его дворец и церковь, и путешествовал по России, Москве и Санкт-Петербурге. Культивируется успешно литографии, а также известен за его многочисленные статьи и трактаты по искусству и автобиографические объем Poliantea (1829) и мемуары ненужных (1860). Дель Монти, чья скромная живописных качествах - как отметил Risaliti - не достаточно, чтобы оправдать важных комиссий, полученных от царской знати, есть роль двойного агента: одно доверенное лицо правительства России в силу услуг, оказываемых в борьбе австрийская отвечающий за контакты с другими организациями decabriste русский по существу приобрели дома в качестве лидера карбонарии Болоньи.Заметим, однако, и далеко за пределами «сферы Pistoia, фигура священника Себастьяна Чампи (1769-1847) ученый, который, как профессор Джанкарло Савино, удалось заработать Фрай современников" хорошую репутацию ", а оценку« очень заместителей ». философ, археолог, греческий ученый и историк особенно ценится за его изучение итальянского средневековья, диалектика и преподавал греческий язык в университете Пизы. Вскоре, однако, он начал тянуть плохой воздух для Pistoia: зависть и дразнить его сверстников за его твердую были добавлены некоторые анонимные руки, которая обратила на стене его дома Пиза возмутительно написано "печально известного священника" и " Священник сутенер "эффект эха, который вызвал его греховной страстью к молодой вечный Блаженный с Розой которые жили больше права супругов. Настоятель то охотно принял в 1817 году кафедра филологии и сравнительной истории литературы и изобразительного искусства вновь созданного Варшавского университета, столица вновь образованного Царстве Польском, был вассалом царя, где он оставался, с его " Розина ", до 1822 года. Затем он вернулся в Италию в качестве посланника университета польском, возвращаясь к прибалтийской стране только в течение короткого периода в 1830 году. В последние годы страдали от насильственных кризиса Чампи безумия которая последовала за смертью во Флоренции 14 ноября 1847. Он оставил все свои рукописи в библиотеке Forteguerriana, где они хранятся даже его многих произведений исторической эрудиции и литературных, во многом ценный по культурным связям с Россией и Польшей. Исследования подтверждают, что Risaliti Чампи был непосредственно не участвуют в заговорах, но он стал точкой отсчета для всех итальянцев, которые пришли в царской империи, таких, как знаменитый флорентийский граф Луиджи Serristori, и в этой роли был, Очевидно, другу заговорщики, как упоминалось выше Никола Монти, предусмотрительный Чампи в 1819 году ввести среды ", который вопросу".В документах также содержатся в настоятелю появляются новые и ценной информации о частной жизни и политике других Pistoia, Louis Капелли (1775-77 CA-1839), который был с 1803 по 1837 профессор гражданского и канонического права в ' Вильнюсский университет, Литва и который он занимал в течение многих лет переписывался с прославленного земляка. Особый интерес представляют доклады шляпах с Joachim Лелевеля, член тайного общества Filareti, а также стал профессором в университете Вильно, благодаря добрые пожелания шляпы. Лелевеля, также известный Монти, после того, как временное правительство после литовского анти-русского восстания 1830 года, он бежал в Париж, где у него были тесные отношения с Русской Герцен и Джузеппе Мадзини. Деятельность эпистолярного шляпы, представляет большой интерес, мы узнаем, между прочим, что Пистойя, после долгого пребывания в Литве, был в состоянии видеть свой город только в конце жизни: вскоре после этого, в 1838 году, умер во Флоренции. Gigli, Монти и, прежде всего, Чампи и шляпы, выходит за рамки их участия в мероприятиях, заговорщически итальянские и русские, были, однако, в соответствии с Risaliti, "драгоценную энергию и большой потенциал Пистойя и всей Италии были не в состоянии оценить" Для этого они должны были придать своим опытом с зарубежными странами и народами ", последней итальянской космополитической, которая сделала нашу страну великой и известной за рубежом". "carlo gori"

Między Rosja, Polska i Litwy, spiski czterech wieku Pistoia. Po trasy niektórych z Toskanii XIX wieku, nasuwa się pytanie, dlaczego w pierwszych latach renowacji, która miała miejsce, jak wiadomo, po Kongresie Wiednia w 1815 r., wielu intelektualistów i patrioci, wyemigrować do krajów carskiego imperium, które historycznie nigdy nie cieszył się zbyt wiele uwagi, ponieważ stanowi "kraju wolności". "Ta decyzja - mówi prof. Renato Risaliti, znany slawista Uniwersytet Florencji - nie był przypadkowy, ponieważ w tym czasie rosyjski władca Aleksander I zagrał kartę anty-austriackiej politycznej i pseudo-liberalnej opozycji w Austrii Metternicha ". Ale wkrótce, z nowego cara Mikołaja I, brata byłego, założona 14 grudnia 1825, dzień nieudane powstanie dekabrystów, autokracja carska rzucać maskę i Rosja stanie się "żandarmem Europy". Wspiął się z powrotem do aktualnych badań, przeprowadzonych na funduszach Biblioteka Forteguerriana Pistoia w rosyjskich archiwach, prawie nikt nie wiedział, że cztery Pistoia, Hercules Gigli, Nicola Monti, Sebastiano Ciampi i Louis Cappelli, który wyemigrował do lat Odrodzenia w imperium carskim, Kontakty były różnej wielkości i zakresu z niektórych spiskowców, którzy przygotowywali powstanie dekabrystów. Długie poszukiwania, które wkrótce opublikuje Profesora objętości analizuje początku XIX wieku, kiedy Rosja organizował ruch antizarista i półwyspu włoskiego stał się przeciwko władzy masonerii i pragnienia niezależności sprzedaży Carbonari. Na tym tle Risaliti analizuje i ujawnia, za pośrednictwem kontaktów niezwykłych Pistoia intelektualnej z niektórych wpływowych osobistości "Imperium Rosyjskiego, podziemnych Wolnomularstwo przeplatanie, Carbonari i decabrismo. Ale kim byli czterej emigranci Pistoia?Lilie Herkulesa (? -1824) Nie wiem zbyt wiele, ale za to wydaje się być najciekawsza postać w warunkach konspiracji. Medical Hospital of Pistoia, profesor na Uniwersytecie w Pizie, był autorem nie tylko z badań specjalistycznych, ale także między 80. i 90., niektóre rymy opublikowane w mieście razem z tymi z Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, i inne. Gigli jest częścią liberała quell'entourage którzy początkowo powitają nadejście wojsk francuskich, ale wtedy pozostają głęboko rozczarowany okresu napoleońskiego. W 1815 roku, w środku Przywrócenia sprawozdaniu Komisarza Cercignani, wraz z flagą jak Carbonaro Monti, Sozzifanti i wielu innych. Krótko po tym dniu w kronikach Pistoia ma już ślady lekarza, ale z badań przeprowadzonych przez rosyjskich historyków wiemy, że w tych plikach jest wskazany, w latach bezpośrednio po, obecność Imperium "Mariano Gigli", którego policja carska nie określa wiek i pochodzenie. Prawdopodobnie Gigli poszedł do Petersburga z malarza Nicolę Montiego, jego przyjaciel z dzieciństwa i towarzyszem wiary carbonara i musiał zmienić nazwę na Mariano kontynuowaniem tej nowej tożsamości, że jego rewolucyjna propaganda tak obszernie zeznawał przez rosyjskich źródeł. W Rosji żył bardzo poruszające i wykonywania pracy jako nauczyciel i wychowawca, wszedł do loży Chierut (Freedom) w 1824 roku aż do śmierci z gorączką. Nie przypadek, że w 1926 cara Mikołaja I przypomniał dyplomatyczną Piemont De Salle, że Włoch, który zmarł dwa lata wcześniej, był poważnie zaangażowany w przygotowanie ruchu dekabrystów. Wszystko prowadzi nas do przekonania, że ​​Hercules i Mariano Lilie to ta sama osoba, ale oczywiście - opowiada Risaliti - nie ma pewności matematyczny: powinno być potwierdzone w jakimś nowym dokumencie archiwalnym, co jest bardzo trudne, ponieważ spiskowcy nie zostawił wokół wielu utworów, i że jest z powrotem prawie dwieście lat temu.Malarz Nicholas (lub Nicholas) Monti (1770/64), wiemy o wiele więcej: studentem Luigi Sabatelli I wtedy Piotr Witamy Florentine Akademia Sztuk Pięknych było, między innymi, autorem dekoracji sufitu Palazzo Pitti i fresków w katedrze w Pistoi. W 1818 wyjechał do Polski na zaproszenie Pawła Cieszkovski decorarvi do jego pałacu i kościoła, i udał się do Rosji, Moskwie i Petersburgu. Uprawiany z powodzeniem litografii i jest również znany ze swoich licznych artykułów i rozpraw na temat sztuki i autobiograficznej objętości Poliantea (1829) i wspomnień niepotrzebnych (1860). Del Monti, którego skromny obrazowych cechy - jak zauważono Risaliti - nie wystarczy, aby uzasadnić ważne prowizje otrzymane od notabli carskich, jest rola podwójnego agenta: jeden powiernik rządu rosyjskiego z racji świadczonych usług w anty austriacki za kontakty z innymi organizacjami decabriste rosyjski do meritum nabytych w domu jako lidera karbonariusze Bolonii.Należy jednak pamiętać, i dobrze poza "zakres Pistoia, postać księdza Sebastiana Ciampi (1769-1847) uczonego, który, jak prof Giancarlo Savino, udało się zarobić współczesnych Frai" dobrą reputację ", ale" bardzo oszacowanie zastępców . "filozof, archeolog, grecki uczony i historyk szczególnie ceniona za swoje badania włoskich średniowiecza, dialektyki i nauczanych Grecki na Uniwersytecie w Pizie. Wkrótce jednak zaczął ciągnąć złe powietrze do Pistoia: zawiść i teasing rówieśnikami o jego stałej zostały dodane do jakiegoś anonimowego strony, że zwrócił na ścianie jego domu skandaliczne Pisa pisemnej "księdza niesławny" i " ksiądz pimp "efekty echa, które wzbudziły jego grzeszną namiętność dla młodego wieczystych Najświętszym z Rosą, który mieszkał bardziej prawa małżonka. Opat następnie chętnie akceptowane w 1817 przewodniczący filologii i porównawczej historii literatury i sztuki piękne nowo utworzonego Uniwersytetu Warszawskiego, stolicy nowo utworzonego Królestwa Polskiego, był wasalem cara, gdzie pozostał, z jego " Rosina ", aż 1822. Następnie wrócił do Włoch jako wysłannik polskiego Uniwersytetu, wracając do kraju nadbałtyckim tylko przez krótki okres w 1830 roku. Ostatnie lata były nękane przez gwałtowny kryzys Ciampi szaleństwa, który nastąpił po śmierci we Florencji 14 listopada 1847. Zostawił wszystkie swoje rękopisy do biblioteki Forteguerriana gdzie są one przechowywane nawet jego wiele prac historycznych erudycji i jedynek literackich, w wielu cennych sprawie stosunków kulturalnych z Polski i Rosji. Badania potwierdzają, że Risaliti Ciampi nie był bezpośrednio zaangażowany w działkach, ale stał się punktem odniesienia dla wszystkich Włochów, którzy przybyli w imperium carskim, takie jak słynna florencka hrabiego Alojzego Serristori, w tej roli była, Oczywiście, przyjaciel spiskowców, jak wspomniano powyżej Nicola Monti, Provident Ciampi w 1819 do wprowadzenia środowisk ", że sprawę".Dokumenty również przechowywane w opat wyłaniają nowe i cenne informacje dotyczące prywatnego życia i polityki innego Pistoia, Louis (1775/77 Cappelli ca-1839), który był 1803/37 profesor prawa cywilnego i prawa kanonicznego w ' Uniwersytet w Wilnie, Litwa, a który pełnił przez wiele lat korespondował z sławnego rodaka. Szczególnie interesujące są doniesienia o kapeluszach z Joachima Lelewela, członek tajnego stowarzyszenia Filareti, również został profesorem na Uniwersytecie w Wilnie, dzięki dobrej woli kapeluszy. Lelewel, znany także przez Monti, po wydaniu tymczasowego rządu po antyrosyjskiej litewskiego powstania 1830, uciekł do Paryża, gdzie miał bliskie kontakty z rosyjskim Gercen i Giuseppe Mazzini. Działalność epistolarna Czapki, z wielkim zainteresowaniem, uczymy się między innymi, że Pistoia, po długim pobycie na Litwie, był w stanie zobaczyć swoje miasto tylko na końcu życia: wkrótce potem, w 1838, zmarł we Florencji.Gigli, Monti, a przede wszystkim, Ciampi i kapelusze, poza zakres ich udziału w wydarzeniach konspiracyjnych, włoski i rosyjski były jednak według Risaliti "cenna energia i wielki potencjał Pistoia i wszystkie Włochy nie były w stanie docenić" Do tego musieli pożyczyć swoją wiedzę do innych krajów i narodów, "ostatni włoski kosmopolityczny, że sprawili, że nasz kraj wielki i sławny za granicą." "carlo gori"
Tarp Rusija, Lenkija ir Lietuva, 4 Pistoia amžiaus sąmokslas. Po to, kai Toskanos XIX amžiuje maršrutus, kyla klausimas, kodėl, atkūrimo, kuris įvyko per pirmuosius metus, kaip yra gerai žinoma, po kongresas Vienoje 1815 metais, daugelis intelektualų ir patriotų, imigruoti į šalių carinės imperijos, kuri istoriškai niekada neturėjo per daug svarstyti, kaip laisvės "žemės". "Šis sprendimas - sako prof. Renato Risaliti, žinoma slavist Florencijos universitetas - nebuvo atsitiktinis, nes tuo metu Rusijos suverenus Aleksandras grojau kovos su Austrijos politinei ir pseudo liberalus opozicijos Austrijoje Metternich kortelę ". Tačiau netrukus, caro Nikolajaus I, buvęs brolis, įsteigta 14 gruodis 1825, dieną nepavyko Dekabrists sukilimo, caro autokratija mesti kaukę ir Rusija taps "Europos Gendarme". Pakilo atgal neviršijant į dabartinių tyrimų, atliktų ant į bibliotekos Forteguerriana iš Pistoia lėšų ir Rusijos archyvuose, beveik niekas žinojo, kad 4 Pistoia, Hercules Gigli, Nicola M. Monti, Sebastiano Ciampi ir Louis Cappelli, kuris emigravo Sugrąžinimo metais į carinės imperijos, ryšiai, įvairių dydžių ir taikymo sritį, su kai kuriais iš sąmokslininkų, kurie buvo rengiant Dekabrists sukilimą. Ilgai paieška, kuri netrukus paskelbs tūrio profesorius nagrinėja XIX a, kai Rusija buvo organizuoti judėjimo antizarista ir Italijos pusiasalio išsiskyrė prieš masonų ordino galios ir trokšta nepriklausomybės pardavimo Carbonari. Atsižvelgiant į šias aplinkybes Risaliti analizuoja ir atskleidžia, per šių intriguojančiu intelektinės Pistoia ryšius su kai kurių įtakingų asmenybių "Rusijos imperijos, požeminių sampyną masonija, Carbonari ir decabrismo. Bet kas buvo keturios emigrantai Pistoia? Lelijos Hercules (? -1824) Negalima žinoti daug, bet už tai, atrodo, įdomiausia figūra sąmokslo. Pizos universiteto profesoriaus, Pistoia, medicinos ligoninė buvo ne tik specializuotų studijų autorius, bet taip pat ir tarp 80s ir 90s, kai kurie rimuojasi paskelbtas mieste kartu su iš Pagnini, Matteini, Puccini, Ciampi, ir kt. Gigli "yra dalis iš quell'entourage liberalai, kurie iš pradžių bus pasveikinti Prancūzijos karių atvykimą, bet tada lieka giliai nusivylęs Napoleono laikotarpio. 1815, restauravimo, iš komisarė Cercignani pranešimą, kartu su kaip CARBONARO Monti, Sozzifanti ir daugelis kitų vėliava viduryje. Netrukus po tos datos, Pistoia kronikose nebėra daktaro pėdsakų, tačiau iš tyrimų, atliktų Rusijos istorikai žino, kad tų failų nurodyta, iškart po imperijos buvimas "Mariano Gigli", kurio Carinė policija nenurodo, amžiaus arba kilmės. Tikriausiai Gigli "išvyko į Sankt Peterburgą su dailininko Nicola Monti, jo vaikystės draugas ir kompanionas, tikėjimo Carbonara ir turėjo pakeisti savo pavadinimą į Mariano tęsiančių šią naują tapatybę, kad jo revoliucinis propaganda taip gausiai liudija Rusijos šaltinių. Rusijoje gyveno labai juda ir dirba kaip mokytojo ir mokytojo, į The Lodge Chierut (laisvės) 1824 metais, kol jis mirė nuo karščiavimo. Ne sutapimas, kad caras Nikolajus 1926 Aš priminiau diplomatinę Piedmont De Salle, kad Italijos, kuris mirė prieš dvejus metus buvo rimtai dalyvauja rengiant į Dekabrists judėjimą. Viskas veda mus tikėti,, kad Hercules ir Mariano lelijos buvo tas pats asmuo, tačiau, žinoma, - pasakoja mums Risaliti - nėra matematinis tikrumas: turėtų būti patvirtinti kai kurių naujų archyvinio dokumento, kuris yra labai sunku, kaip bendrininkai nepalikite aplink daug takelių ir, kad jis būtų beveik prieš du šimtus metų.Dailininkas Nikolajus (arba Nicholas) Monti (1770-1864), mes žinome, daug daugiau: Luigi Sabatelli ir tada Petro Sveiki atvykę į Florencijos akademijos Dailės buvo, be kita ko, lubų Palazzo Pitti apdaila autorius ir studentas Pistoia katedros freskomis. 1818 metais jis išvyko į Lenkiją Paul Cieszkovski decorarvi kvietimu savo rūmų ir bažnyčios, ir keliavo į Rusiją, Maskvos ir Sankt Peterburgo. Kultivuojami sėkmingai litografiją ir taip pat žinomas dėl jo daug straipsnių ir traktatuose apie meną ir autobiografinis tūrio Poliantea (1829), atsiminimus, nereikalingų (1860). Del Monti, kurio kuklus iliustruotas savybės, kaip pažymėta Risaliti nepakanka pateisinti svarbius komisinius, gautus iš carinės Aristokratija, yra dvigubas agentas vaidmuo: viena patikėtinis Rusijos vyriausybės kovos Austrijos teikiamos pagal paslaugų atsakinga už ryšius su kitomis organizacijomis decabriste rusų į bylos esmę, įsigytų namuose kaip Bolonijos Carbonari lyderis. Atkreipti dėmesį į tai, ir už "taikymo sritį, Pistoia, kunigo Sebastiano Ciampi (1769-1847) mokslininkas, kuris, kaip prof Giancarlo Savino pavyko uždirbti frai amžininkai" tvirtą reputaciją "dailiojo, bet vertinimas" labai pakaitinius ". filosofas, archeologas graikų mokslininkas ir istorikas, ypač vertinamas už savo studijas Italijos viduramžiais, dialektika ir mokė graikų Pizos universiteto. Tačiau netrukus jis pradėjo traukti blogą orą Pistoia: pavydas ir erzinimas jo bendraamžių už jo kieta medžiaga buvo įtraukta į kai anonimiškai vertus, pagrįstas savo namų Piza piktinančius parašyta "liūdnai kunigas" sienos ir kunigas Pimp "poveikis aidų, kuris sukėlė jo nuodėmingą aistrą jauniems Perpetuals palaiminta Rosa, kuris gyveno daugiau sugyventinis. Abatas tada noriai priimami į 1817 filologijos ir lyginamosios istorijos literatūros kėdė ir kad baudos meno į naujai įsteigto universiteto Varšuvos, kad naujai suformuota Karalystė Lenkijos sostinėje, buvo caro vasalas, kur jis išliko, jo " Rosina ", iki 1822 m. Tada jis grįžo į Italiją, kaip universitetas Lenkų pasiuntinio, grįžti į Baltijos šalių tik trumpą laikotarpį 1830 m. Kamuoja smurtinio Ciampi krizės beprotybės, kuri po mirties Florencija, 1847 lapkričio 14 d. Per pastaruosius metus. Jis paliko visus savo rankraščius bibliotekos Forteguerriana, kur jie yra laikomi net savo daug darbų istorinės erudicijos ir literatūros tie, įvairiais būdais, vertingų Lenkijos ir Rusijos kultūrinių ryšių su. Tyrimai rodo, kad Risaliti Ciampi tiesiogiai nedalyvauja plotuose, bet jis tapo atskaitos taškas visiems italai, kurie atėjo į carinės imperijos, pavyzdžiui, garsaus Florencijos grafo Luigi Serristori, ir šį vaidmenį, Akivaizdu, kad, kaip minėta pirmiau Nicola Monti sąmokslininkų draugas, taupymo Ciampi 1819 m pristatyti aplinką "šiuo klausimu."Dokumentai, taip pat laikomi abato atsiranda naujos ir vertingos informacijos dėl privataus gyvenimo ir politikos kitos Pistoia, Louis Cappelli (1775-1777 ca-1839), kuris buvo 1803-1837 civilinės ir kanonų teisės profesorius " Vilniaus universitetas, Lietuva, ir kurias jis ėjo daugelį metų atitiko garsus tautietis. Ypač aktualios kurių slaptosios visuomenės Filareti narys, Joachimo Lelevelio, skrybėlės ataskaitas, taip pat tapo tuo Vilna universiteto profesorius, dėka gerų norų kepurės. Lelevelio, taip pat žinomas Monti po laikinąją vyriausybę po Lietuvos sukilimo prieš Rusiją 1830, jis pabėgo į Paryžių, kur jis turėjo glaudžius ryšius su Rusijos Gerceno ir Giuseppe Mazzini. Epistolinis Kepurės, didelį susidomėjimą veikla, mes sužinome, be kitų dalykų, Pistoia, po ilgo buvimo Lietuvoje, galėjo pamatyti savo miestą tik gyvenimo pabaigoje: netrukus po to, 1838 metais, mirė Florencijoje.Gigli, M. Monti, visų pirma, Ciampi ir Skrybėlės, ne tik jų dalyvavimo į įvykius konspiracinis italų ir rusų, taikymo sritį buvo, tačiau, atsižvelgiant į Risaliti, "vertingas energijos ir didelis potencialas iš Pistoia ir Italijos buvo negali įvertinti" Dėl to jie turėjo paskolinti savo patirtimi su užsienio šalių ir tautų, "paskutinis Italijos kosmopolitiška, kad mūsų šalyje didelis ir garsus užsienyje. "carlo gori"

A Leandro Piantini, Salvatore Scarola, Angela Bonadies, Giovanni Commare piace questo elemento.